che non riesce a contenere l'Apocalisse.
Si appiccicano alle tempie le nebbie vulcaniche scese dall'Oceano con un tedio unticcio, mezzo piacevole, d'alitosi tifica: portandosi a strascichi il sudore dalle baleniere, lo sciabordio di Spuma inquieto, più che inquietante.
Qui stonano sui muri e penetrando
come l'acqua marcia ai lavatoi le Fibre
dell'aria già Grigia, stonano la Città stupita
della nuova vestaglia cartapecora: sbarcata Improvvisa indossata,
vacanzieri dell'INPS da un torpedone...
Stonano certe bande alluciate di polvere come tende sottovento
sul mio bicchiere e su me e sul Club Sandwich neofascista
sverdito, di Piazza Repubblica.
Il Sole non irrompe
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