MILANO - MISSOULA, FILO DIRETTO DELLE ANIME DA NON PERDERSI

Pro Memoria.

Pro Memoria.
rosaerosarum

Noi che non ci separiamo.

Mi-MI è fatto da due persone che esistono in Mi(ssoula) e MI(lano).

Missoula è nel Montana dove ci sono le vacche
Milano è dove sono le pecore e i maiali.

Per la cronaca, la sigla aeroportuale di Missoula non è Mis, ma MSO: eppure, s'è optato per Mi-MI perché è più bello e Metallurgico.
E per Mis-MI s'è optato - non notato - nell'URL perché suona come Miss Me e ad una delle due persone piacciono da morire i messaggi subliminali: all'altra, probabilmente, invece Pure/

domenica 28 febbraio 2010

Would NOT


make you Chicken and Stars.

I'd Write for You Read for You Sing for You the most cuddling lullabies I know,

Live for You Sleep with You [Kiss You for You Pick daisies Stick to you] even get Sick for You, Cook for You bowls with soul to Delete your sense of bewilderment (lost in fever, when body hibernates in tingling and invites to dreams).

Caressing your shoulders to give you a fresh hint of touch real among the Numb, comfortable illusion: of our bed, I'd love you as I love, you; I would be there for you as it's for You, that I'm here breathing.

*

The sickest ever

Why don't you just come over, bring a big mug of milk' n ' honey and stay in bed with me? If you love me, read me a story.

venerdì 26 febbraio 2010

Good, Good Morning.

Buongiorno,

non ero lì. Semplicemente avevo dimenticato il Mac in ufficio acceso.

Ecco perché gli Scherzetti di Skype

[e Scusa, se ti chiamo Amore.]


*

lunedì 22 febbraio 2010

Labour Day


Never been as much concerned about the shape of my Beard as today, morning.
Haven't been wakin'up So Early since Ages

Alla fine mi pacchi, ma ti sento Vicina lo stesso... Sono emozionato, un po', e non teso. Spunto ancora due peli. A cavallo dello stesso tempo Noi

tibacio

G.*

domenica 21 febbraio 2010

La cura (del coltello.) Una scoperta medicale

Nessuna soluzione alla fluidità dell’anima.

Non c’è Reazione né potenza alla fluttuazione degli umori: assistere è l’unica soluzione, alle mattine desolate in Piazza Duca d’Aosta e la scrittura automatica: è, la scrittura automatica, ciò che rimane della mia Coscienza: di ciò che è Cosciente, stracciato dal mio Indulgere nell’averlo Fatto. Participio passato. Indulto, è? Non c’è differenza di potenza nell’assistere alle mattine desolate in Piazza Duca d’Aosta. Con quel vago sentore di poveraccio fine e d’essere quello, colui che è – Abbandonato – e la città che si Risvegli, si popolino i primi due tram sotto un’alba cerea o girino vuoti nelle loro guinzaglierie Lungo le strade. Chincaglierie, sferragliando, maglio e mazzuolo di Ferro: Ferraglia, Ferro battuto di Letto e Nostalgia. O a qualcosa di bello, alla felicità, capiscila.

Quando scrivere non diventa l’esigenza è l’Astinenza, spezzare il finale schioccante Secco di un Raamo Insecchito Mortificaato: è tutto quello che sai fare, recuperi o ti Cedi, Recuperi? O somatizzerai il futuro che s’è preso d’incanto Diventato Presente: non è Incanto è Maleficio, Maleficio Sortilegio Stregonerii- - A. è successo. Hai perso tutto è il tuo Pane e il tuo futuro l’hai annientato o se n’è andato. Ritenta, con le dita da sole a lasciarsi Sfuriare sui tasti e non leggi, leggiadre, le vedi: rileggi, e fa schifo. Che schifo che fa! Una merdata immonda.

Che stroncheresti con la tua paziente critica da peli nell’Uovo già irto, nevvero? No, tu non sei, tu non sai. Magari stavolta riesce, riprova… Con la semplicità della tua casa freudiana e di Darwin. Come Houses of the Holy (che Cosa è più Santo?) tu Lasciale Lasciale Andare Stavolta lei è Buona Stavolta, Stavolta va Bene e Rileggi e Va Bene Stavolta Stavolta Va Bene. Era così il tuo flusso o James Joyce o ritoccavi, e bluffasti? Hai bluffato. Hai Bruciato, la tua esistenza, La Melodia non è Artificio è la Stessa Vibrazione Originale (Tante A, Quante A in Sillabe Sdrucciole Spalancate, la A è lA ChiAve /resta Aperta allora la Porta/ Recupera L’Aria (Aria Ritorna.) Respira [Cancella Che Cosa Non Ha, una A.]. Ritorna sui tuoi passi turbati. La luce. SeguilA.

che anima, avevi, James Joyce – cosa avresti fatto, di fronte all’alba velata dannando la strada di Vittor Pisani, entrando davanti alla stazione dei treni [che sferragliano, e se ne vanno e ti butteresti di sotto per sforare nell’orbita dello Spostamento d’aria? Segui la musica, segui la musica… Farsi aria. Cosa avrebbe fatto la tua anima, sarà stata fluida. Bisogno di scrivere A e Aperture, di Suono, in Latenza… la crisi, Mancanza: d’Ossigeno: carenza neuronale e t’accorgi della tua Più Recente privazione, Dannata, dannata mancanza che hai fatto. Le A Spalancano la matta creAtivitÀ scricchiolare di Botteghe Oscure e Salta un pezzetto di Smalto alla crosta alla sbarra della galera, t’aveva serrato le cervella e adesso. Una finestrA. Ossigena. Come il forello del parto d’Atena, là dietro la tempia Respira.

Io che lacrimo per Dazed and Confused ché dà i Brividi e Stendhal e io tremo perché la verità dalla testa mi Respira, io tremo perché l’umanità è impotente: ugualmente: alla desolazione e alla forza cosmica della Cascata, al tempo felice e al tempo schietto, così come alla Mattina Gelida ed alla serata da solo. L’anima che hanno dato all’uomo che non ha chiesto è un’anima Contemplativa. Osserva e non compartecipa. L’anima osserva la fluttuazione bicolore e compenetrata dei propri sbalzi di tempo e di spazio, di collocazione e d’Umore. Ferma, L’Amore, Daniela, ti Amo, tu stammi vicina. cercando di recuperare una vis artistica e comproprietà di ragionamento tramite la lettera A – la vibrazione, la stringa, il verde erba, la quarta musicale.

le suddette cose mi sa che me le sono giocate, tempo fa

e la medicina funziona

anche se senti, la A. Ritorna. Ossessiva.

Un suono arioso dovrà ripercuotersi nella mia testa che adesso respira.

James Joyce cammina soletto al mattino Si può impazzire d’insufficienza d’intelletto o d’eccesso Lui pensa e Non Pensa ma realizza senza ammettere scuse: ma neanche, la realtà vera, che pare un sogno dietro gli occhi velati

nell’alba di gesso a Milano

[Sergio Cammariere – Dalla PAce del MAre LontAno]

[Fabrizio de Andrè – DolcenerA]

[Radiohead – No Surprises] A

Io e Turbi

We challenged for the Best Butt In Town (BBIT).
He won.

Damm'it!



sabato 20 febbraio 2010

Vieni a Londra, stupido

http://www.youtube.com/watch?v=-AeRMrZCPGk


(take me by the hand)

domenica 14 febbraio 2010

Uài?


Perché adesso - è l'ora, allora di Dissipare - quando già inizia il Lavoro, ha l'oro in bocca, il Mattino: e la sera, di vederti è arrivata, io attendo, attendo e t'aspetto, per il mio modo più patologico di Vivere noi. È l'ora di


Dissipare


ogni distrazione, ogni paura, la nostra Distanza che m'illudo, a seconda di un filo di parole: lo asseconda, mi pare ci porti Lontani, ogni volta, e poi vicini sconfinando Uno nell'altro. Allora vanno sparsi alti alle correnti tutti i passi senza eco, È il momento di dissipare la Solitudine: essere Dentro, compressi e compresi In un blocco solidissimo che è la predilezione che ti porto, nelle Smanie di Bestia Lunatica e Incerta, sulle unghia affilate, d'oro; io cammino poco sicuro sulle uova che m'immagino dei nostri giorni. Io Paura ed Io Coraggio. Tu l'agente e il Disfacente, col sorriso Io mi lascio inflazionare e preso d'Elio a fluttuare sulla Neve, delle mie Illazioni, dei Segni che credo e non sono; quando l'aria mi vibra [Attorno... Quando ti sento è il momento, di poter Condividere e recuperare i pensieri più belli, sbiaditi, perché poi ci stiamo assieme. A guardare qualcosa di bello, seduti comodi. Quando non ti sento,

mi porto sul petto di colombo, in mezzo all'intrigo che conosci meglio di tutti, un rigo in grassetto di profeta; la perfetta Fede trasognata nella Cabala, una roccia concreta di salgemma impreziositi, passione ferma per le nostre alchimie. Condensata in un solo


Ti Amo

sabato 13 febbraio 2010

Colonne di San Lorenzo


Mi sento molto solo.

Capisco perché questa gente impazzisca, è un bassorilievo consumato di relazione sociale che dica: che è importante, conoscersi di vista.

Non hanno senso queste occasioni senza poterle condividere, né i locali per mangiare come le spie.

Di questa città non m’innamoro perché c’è vita, ma non c’è la vita.

La casa Vuota

Non ho paura d’essere da solo, ma non voglio essere

solo.

mercoledì 10 febbraio 2010

Ain't no Sunshine

Wonder this time where he's gone,
Wonder if he's gone to stay
Ain't no sunshine when he's gone
And this house just ain't no home anytime he goes away

Ci sono momenti in cui mi devo raggomitolare- anch'io
contro di te

martedì 9 febbraio 2010

Egittologia e Decifrazione.

Io sono tipo da ansie tardive ed autoinseminate.

Ci siamo lasciati, ieri, dentro quell'atmosfera incrinata, nell'istante in cui lo spacco s'era aperto in un momento: senza poterti Sentire, l'immagine sarebbe stata sufficiente: sarebbe stata, patogena, coltura umida che si cova

però. Io credo nei segni con un'ingenuità del tutto infantile, e la cosa - compiuta nella mia rassegnazione alla totale e certa veridicità delle illazioni che gioco, guidato da sentieri associativi originali - mi salva ogni tanto la vita. Casualmente, del tutto m'Imbatto sotto gli anfratti geologici della pagina in Zoraide, ch'era la figlia di Champollion, era la figlia

oggi mi raggiunge a vie traverse per un tè, per te; Per dare l'accesso a dei nuovi linguaggi.

Aspetto Daniela

Blow Up


[Com'è.]



Gentile Signora,

aveva dimenticato il gas aperto.
Quando sono rientrato in casa, la puzza era molto forte.
Ho chiuso il fornello e mi sono visto costretto a spalancare le finestre.

Buona giornata,

Giovanni.





[Come avrei voluto che fosse]


Gentile Signora,

non ho intenzione di morire per causa Sua.
Il gas, quando sono rientrato, era aperto da svenirci.
Lei è adorabile, mi sta davvero al contempo facendo realizzare che esistono rischi essenziali, nella vecchiaia.

Non negherò che mi sento gravemente imbarazzato a provare insofferenza confrontando contromano la Sua insistente arteriosclerosi, la quale tanto pesantemente adesso stride: con la magia degli occhi speciali, che una pittrice tanto brava di sicuro avrà dovuto possedere; né dirò che non ho l'impressione di vivere, in permeante pericolo, tra la negligenza malata della Sua cucina, e gl'imprevisti Casuali che una dimenticanza antiquaria può degenerare.

Non dirò che non m'annoiano i discorsi ripetuti all'ossessione ed il Suo essere posseduta dai telegiornali, mi fa compassione ma d'altronde da vile mi cedo, pure io che di sensibilità me ne pento; a quella Tentazione di liquidarla nei pensieri più egoisti - e scocciati come bimbi - alla semplice e qualifica desolata di Vecchia Rincoglionita.

Mi faccio un po' Schifo ma lo Schifo alleggerisce il mio carico pesante, di umano che a tratti non si piace, per niente. E di preoccupazioni, giacché mi preoccupo per lei. Anche.

Pensi che se il palazzo fosse saltato, e il mio naso meno schizzinoso, si sarebbe ululato alla tragedia per ogni cantone della terra disperata...
Pensi invece che ho evitato cose gravi, e non lo saprà nessuno; dato che un'azione buona non s'inquadra in alcun tipo di pietismo.

Più tardi sarà di nuovo Berlusconi in Milano2, e Geo&Geo, e Terra bruciata.

Ho aperto le finestre.

Abbracciandola,

Gianni*


venerdì 5 febbraio 2010

A'megghia parola è chidda ca un si dici.

Se imparassi a parlare di meno,
a creare meno Atmosfere pressanti, meno Dubbi tattili, meno mondi

lasciare l'aria più Rarefatta - fresca.

Sarebbe meglio




[Wild Beasts - The Fun Powder Plot]

giovedì 4 febbraio 2010

Clockwork, Patchwork (I. My A.)


Sono i nostri Compleanni a Misurare le Primavere - e l'Estate Indiana, i giorni della Merla Mamma e i Carnevali, soprattutto quelli; di quando Fa Freddo e aspettiamo di mutare Pelle ed essere Nudi ma Felici sotto un Sole (Giaguaro?).

[Van Morrison - Moondance]

Sono due Primavere da quando dopo l'India ricordavamo Alice, la Puglia, il tuo divano ed il Letto - Galeotto, del Misfatto di Alex Löhr [le spinte Acquatiche e le mie Scale la Piscina e la mia Maschera - di Traina, andava stretta; estiva la vampa di Norma e Iris e altre donne Molto Belle ed altri (Uomini.) e Verona e Venezia... e Viva, la Vita - Vendetta Vizio Verità ma che Importa; mi scrivevi: "dalla Germaniaaa" Lolita di Nabokov, omelette a letto, kilometri, biscotti al cardamomo Nero.

(la Primavera scorsa, invece, Aspettavo e Speravo e Credevo e Pregavo, dopo i cocktail e dopo che: Lewis Carroll passava Di Moda - come Zoraide e i miei occhi in Pieve spersi, come le Lettere ed i baci che s'erano fatti Stantii di Desiderio muffito, e sbarrati; come un aperitivo all'odor di Vetiver e la mia camicia Nera: come la notte: sarà poi perché ti piace? ...come la Fede che c'era e s'incrinava e La Incollavo con pazienza in terracotta: ed era il Circo, la tua casa, ed altri Cocktail porcellana; che anche loro Spaccati un po'Erosi o Cascati [dall'amore fesso, riuscivano a metà. Ma sarebbero andati Bene, sarebbero andati. A posto. Riviveva la nostra Aura ch'ero convinto d'essere Io, ed insieme un'Illusione che m'uscisse procreata dal Respiro, di Rinascite a Tratti.)

[Kaki King - So Much for So Little]

Ogni età ha un colore, Ogni colore sceglie un età - come Picasso

ed adesso, che è ancora il tuo compleanno; sogneremo finalmente di travestirci uno nell'altro; restare in questi panni Comodi accoccolati come Volpi e Principini (Nessuno, mi ha mai Addomesticata. -mi dicevi in poco tempo - ti ricordi?) reciprocamente, nel giaciglio di paglia a sonnecchiare [della Pelle? del Petto del Pelo del Cuore delle Spalle, dei Seni, del Pensiero; dei più Giusti Sentimenti? Adesso in mezzo è tanto Mare - e perdona i miei modi ritriti, ma ti sento ancora entrare, ancora Dentro; sono una sferza di Verde curvata: come se tu fossi Giallo, ed un Pennello ti sfumasse [Tu appoggiata al mio Midollo] nelle carni e dentro il croma che io porto: nell'essenza del Pigmento: nella luce che rifletto - detto, fatto. Due colori ed un piastriccio di tempera, indissolubile e Indissolto, sopra un piatto... Bello. Allora Resta, faccio posto ché nessun altro può più Starci in questa stanza - né è più Abbastanza grande. Adesso Resta è il mio regalo non di Oggi - di ogni Giorno - Una Promessa - sempre la stessa.

I miei Auguri naïf, Vita Mia.

*

Febbraio, il 3


Pensavo di dirti delle cose banali che quando ti vedo quegli occhi di Femmina sbrillacchiano Importanti.
È mezzanotte e non c'è una Cenerentola telematica, un mese è Andato, qui vige l'Inland Empire

e. Ti sono stretto, accanto; anche adesso e Spero che tu possa sentirmi [l'odore di sandalo] mentre canto Hey There Delilah - (come ci rende Pop, a certi tratti, questa Cosa.) dalla Doccia. Con due D, ça va sans dire; poi qui a Milano...!.
Oltre, sono molto contento di come tu ti sia scossa l'inerzia di dosso, ché quasi non ti Riconoscevo; ma sei sempre tu, sì. Leggendo di Santa Fe e Denver e le Scorie Nucleari sono stato Felice.

Aspettando con due giorni d'anticipo - ora Uno [il tuo Compleanno già vicino per poterti regalare un nastro che ci tenga a Ritrovarci un altro poco,
È mezzanotte - senza te, anche oggi, però

(sempre, sempre, sempre. Come i due Nei di Mina),

a touch of REM, Man Ray and I'm Ready to Go

(get you, like Bob Marley)

Io il Tuo, e troppo David Lynch che citando Buñuel poi mi fa male*

mercoledì 3 febbraio 2010

Era quasi ieri che non t’avevo mai baciata e mi portavi nel buio Denso a guardare Grizzly Man.


Kaspar Hauser è l’Uomo in disparità con ogni Sovrastruttura, il ritardo Inteso: come il Rifiuto: di cedere la Propria [Umanità] all’Umanità più intesa e condivisa, un rifiuto che non è Ideologico ma di Natura e incompatibile; la Natura è sottratta alla Formazione d’Intelligenza riconosciuta in forma di Cultura e di Valori posticci.

Kaspar Hauser è il sistema di Rousseau senza che poi vengano posti altri Vincoli né instradamenti: è una Vittima Singolare (e non-vittima) dell’Incomprensione, un Manifesto disturbante che racchiude ogni Chiave come recupero della Radice Bioica – uno scrigno di Verità, scambiato per un Cassonetto – e dopo la morte, sarà Dimenticato, Finito, Archiviato: è un Manifesto disturbante Non Sfruttato perché Non incompreso, ma ché proprio non s’è Colto Cosa Sia – che esaurirà la propria immane Interferenza in punto, insieme con la vita. Oltre la quale Impotente sarà trattato d’altri uomini in memoria come fosse Uno di Loro – il brutale essere umano imbellettato d’orpelli comunicativi, o un Caso di Studio del Positivismo: da circo, di Logica, dell’Anatomia – e ciò è, Ciò che lui Non È.

Kaspar Hauser non soffre né Gioisce perché agisce su altre scale di Valori e le sue Gioie e Sofferenze non esistono, puramente, per il mondo: Kaspar Hauser impara in forma d’accessori del Parlare, dello Scrivere e Vestire; ché oramai per sua Fortuna è refrattario ad Assorbire le modifiche al modo di Comportarsi (di Vedersi; di Sentire) più profonde. Kaspar Hauser è libero dalla Famiglia, dal Successo, da Dio, dall’Etichetta, da essere Buono o più Cattivo Lui È Libero – dalla Realtà, in sé e come Differenziazione dal Sogno – che la Storia dell’Umanità ci ha sovraimposto, e si tramanda, per corredo; ad ogni Nascita. Ad ogni Scuola e ogni Bambino che apprenda il Linguaggio, al quale questa – la Realtà – è incorporata. Intrinseca ed intride ogni Stampo di Formazione. Kaspar Hauser è immune ad ogni schema simbolico non in sé Creato.

Herzog, com’è da suo Leitmotiv, coglie dal Sogno un pretesto per Sfumare le ottiche e le intuizioni di un ragionamento tanto metafisico: quanto Fisico, radicato nella Natura e da essa Irradiante; che pervada ed indaghi senza Volere il Senso e l’Origine dell’Umanità, lasciando soltanto Intuizioni e pennellate Impressionistiche che molto Raramente si Richiudono in Anelli di Concetto Complessi, e Completi: Werner Herzog lascia Ellissi (vaghi ricordi, ricordi di Sogno – com’è la voglia ultraonirica che di Completarli si ha al Risveglio) che raccolti da un osservatore Riflettente come a Specchio possano essere Parabole. Evangeliche. Di Vangeli censurati e Spontanei come figli della Terra.

Pare dunque Che sia il caso di Volgersi e Dimenticare, per essere più Civili e Solidali in questa Vita: parrebbe, che l’Uomo si sia inventato una Storia ed i Valori e l’Esistenza, gabbia dell’Ultraterreno; per scordarsi e divertirsi dalla Fine ineluttabile, crearsi per analoghe e parallele allusioni un Distratto elevamento sulla propria mortalità: l’Uomo, l’uomo si costringe e si schiaccia sotto pesi ardui e aride limitazioni al fine d’estraniarsi dallo sguardo che porta verso l’Orizzonte fatale – l’uomo s’eradica dalla natura mascherandosi nei Trucchi per concedersi il Beneficio del Dubbio [che forse, poi. –quando invece una vita Vera, il mortalismo identificato, il riconoscimento di una conclusione organica del Ciclo, il rifiuto umano della semidivinità presuntuosa e creazionista Portata dal linguaggio – aprirebbe tempi e modi diversi, Disilludendo, di godere di lei stessa.

lunedì 1 febbraio 2010

Throw Me Up! ConoConas

Attenzione, Attenzione, Attenzione. Si scambiano Prestazioni culinarie quotidiane e gratuite, con Usufrutto serale di cucina agibile e non Vomitevole.

Lo sai, Daniela, non era per il Frigorifero Rotto che quando sono arrivato la roba era tutta in giro. È così Sempre.
La prima spesa all'Esselunga, le camminate Serali e le scale appiedate appesate dalle buste in MaterBi - che non sono neanche troppo sostenibili, ma tu vaglielo a spiegare - si corredano del Realizzare questo dramma casalingo (Mr. Bungle - Violenza Domestica) mentre la mia Psiche fisiosensibile, quella che si trova giù abbracciata all'Epiglottide e mi rende intollerante alla vista dell'immondizia, agli spaghetti bagnaticci e al dentifricio alla Mattina quand'è presto; catturati i fotogrammi dell'orrendo culinario Rifiuta l'Ammissione di questa sistemazione nel mio personalissimo sistema d'HACCP.

Conato - AprigliocchiVedi.ChiudigliocchiRealizza - Conato. AprigliocchiGuarda.ChiudigliocchiSoffoca - Conato. BlearghSoffoca; Sòffocati mentre concretizzi l'insieme dei Dettagli in Disgusto che ti donano lo Schifo paratattile - la cosa che ti Salva la Vita quando avvicini le Mani dove non dovresti; mentre tenti di Buttare tutto fuori dalla bocca: dell'anima: ciò che inquina Il Tuo Senso del Buono - strano, dell'alimentare, del Pulito.
Ricavando il Ripiano del frigo Svuotato che adesso ho occupato, mi sono Scontrato con avanzi di avanzi come Cuoia lasciate e Carcasse e Muffette e Residui di una vita [da sola, Abbandonati da giorni di giorni aspettando: nessuno, aspettando e Aspettando [Lasciando... L'Amaro rassegnato delle quotidianità abuliche in visioni Immangiabili - in scodelle ai nostri cari che non passano a trovarci, cucinando ciò che noi di peggio Abbiamo [di cui noi Sopravviviamo] all'Avventore il cui Avvento non Viene; mai.
Tristi Tazze Stizzite come Coppe di Ceneri, Colme. e Stracci di Pollo Ingrigito, l'odore... l'Odore! Di morte industriale, e di cloro, fluoro, Carburi. Grassi rancidi, verdure lessate Avvizzite, insalate. Ribollita Ribollita senso d'ospedale Un mestolo, sporco di Brodo indistinto lì appeso a Sudare sopra il lavandino (il Dripping di Pesce, Gualtiero Marchesi) fa il Dio delle posate sporche di Croste e Incastrate nei cassetti fuori di binario - c'è un'orgia di vasi e Vasetti infarciti di cose che sono Nature insistite: e nature morte, s'arrampicano come le bestie, un Forte odore di Supermercato. Conato. Il Cimitero di vasi di spezie investite in Mercalli e Cadenti Dispense Sbiellate e cupe, e profonde caverne; figlie di Niente come le stoviglie, ed il rame ossidato: acciaio arredato di Resti di fegato, calcare accumulato, in strati; e opacità Ovunque. Perdo l'equilibrio il Respiro l'orientamento, le mani s'appigliano e Lasciano i muri Suggestionate del Senso; che senso. Mobili vecchi di Storie già andate. Appiccicaticcio. Polenta dura, di mesi, la coda dell'occhio mi dice - ricordi di guerra e di fame? Lavello: pieno d'acqua nebbiosa, a palude; pozzanghera d'asino o Cotechino pianto. Tre patate lesse Lasciate su un piatto di plastica rossa. Coste non più verdi preferiscono giacere come tossici in scodelle d'alluminio tipo cane; poggiata sul linoleum [a mo' di scorcia di rettile la Scomposizione d'una pelle di salamino, sparata in rimasti di Sguardo Sgranato. Aria di Polvere da una fossa di tappi di sughero, Strisce d'unto Briciole. Piastrelle lerce. Una lampadina, vivace, e una fioca Un calendario. Un rosario, appeso. C'è la Cucina di chi si trascina, c'è il Sapore di chi ha Rinunciato

... C'è odore di bruciato e ruderi di lardo dentro a una padella seduta nell'angolo, ogni fornello si porta un pentolino di Croce con due pezzi di cose diverse Disperse in liquami assai torbidi: parrebbe un offertorio osceno, rancidume mimico di minestra antropofaga non c'è Cibo veramente Serve Solo a Segnalare [l'abbandono.]; come fiume Fetido. ributtato da un cascante, sovrastante Vulcano: la suppellettile, la Solitudine. Il Giorno che passa, per questa signora, dopo ogni giorno [Provo pena, per lei, e provo un grande ribrezzo per me.

Il frigo m'annienta davvero ed è Stracolmo e niente è buono ed ho paura di toccare, mi sento privato: m'hanno tolto la Cucina! E non voglio violare la scelta d'aspettare, di Lasciare, Non Toccare. Adesso la fontina bio che ho comprato, le banane equosolidali e quella bella Marmellata sono lì, dentro, a combattere È Già Persa. [... Sotto lo sforzo, della Lampadina/
ed io penso, smarrito, a cosa fare.

Avrebbe potuto essere il mio primo pasto cotto in questa casa, ma non lo sarà Mai.
Mi manchi, mi manca Vivere con te; mi manca essere giovani nello stesso posto e m'intristisco.

tuo, tuo*

Il Risotto Abbonda/

Di questi Quattro "Grandi Ristoranti" se ne salvano Uno, e Mezzo.

La Manifestazione, collaterale a Identità Golose, è nel Sabato 30 Gennaio e apre a "il Marchesino" di Piazza alla Scala. Ognuno presenta un Risotto, di beneficenza Vestito - il ricavato, sarà devoluto, all'Associazione Il Pane Quotidiano. Donazione dai 5 Euro, varrà la pena.

E così è ora di Pranzo, e in questo posticino semifigo diventa un Tripudio di FastFood mimetico in milanesità: il risotto - ma scherziamo? È un piattino cosparso a Palline Fritte di riso ammucchiato: nei giorni precedenti, avanzato; così si direbbe dalla Consistenza, Inconsistente Sfatta che Appiccica il Palato - così sono questi shottini di Schifo che neanche da Spizzico. La supremazia dello Zafferano, comunque Buono, è annichilita dall'aspro rifritto e Bisunto. Molto Deludente. Voto 3,5 Giusto per la Voglia di Aprire la Teoria.

Gli altri tre locali che si stanno impegnando, lavoreranno tutti dalle 17 alle Sette: Trussardi alla Scala, dirimpettaio dell'Inauguratore; il mitologico Savini e il Park Hyatt.

Nell'ordine, proviamo:

Trussardi alla Scala. Nell'ambiente del Lounge Bar bello - scopriremo American, con classe inventiva; l'équipe di Berton si propone lanciata alla nuova Versione del più classico "al Salto" dei dopoteatro - con tre Cozze succose al Vapore, purea di zucchini e sua Chip. Entusiasmante, la consistenza della galletta di Risotto è perfetta e per nulla spersonalizzata dagli abbinamenti, il sapore è assai Netto: la materia prima, d'altissima qualità Veramente, l'assemblaggio Per Nulla pasticciato. È un'abilità nitida nello stabilire degli accoppiamenti che Mantengano l'Identità delle proprie componenti, lasciando quasi liberi di Sentire i Sentori, i Sapori dissociati o di Giocare. Con l'Intensità. Equalizzarsi. Sfumandoci in bocca un po'la Tavolozza l'accompagniamo ad un Cocktail Speciale, si chiama Supergrass [e quel gruppo, musicale, dei '90? Divertente e ci suona Lo Stesso - ch'è fatto di Té Chai Kousmichoff, Fernet e Prosecco.
Una cosa di Lusso mentale, e due zest di limone che spingono l'Erbaceo nel suo quasi Analcolico a godere un trionfo di Sesso sul Prato o alla Spiaggia, spruzzando l'aroma diretto nel naso a Chi Beve - di quando l'odore Esplicitamente si fa Sapore e gioia, appoggiati un po' tesi sul bordo dell'Highball.
Voto 8,5; con bonus di Un Punto per sala e Birre/Vini/Cocktail in mentalità "Aperitivo Essenza". Peccato: il servizio, più Approssimativo che in effetti Informale, e a tratti pure Scorbutico; ma chi siete? L'adolescenza metropolitana, il Bisogno di Sentirsi Grandi.

Simile ragionamento ci percorre presso il bar del Park Hyatt, dove il savoir-faire Non Passa Facile. Personale di sala dagli atteggiamenti tanto Snob quanto di Provincia Medioborghese preludono ad [Un risotto alla Milanese classico, mantecato all'ossobuco, con ristretto di Vino Rosso dal sapore delicato e molto buono, ma totalmente

crudo.

Bah, voto 6 - e chiudiamo con Savini, il Principe del Blasone che bistratta ogni aspettativa su livelli Vari.
Livello 1: Savini promette su carta un Risotto con Tempura di Midollo. Nessuna Tempura e molto probabilmente Nessun Midollo, ma mentre fingo lo sguardo Spaurito di Quello-che-Non-Ha-Capito e poi chiedo: dove siano le mie gioie del Fritto; rispondono vaporizzandomi Di quanto sarebbe stato un problema servirlo così, a Così tanta Gente" e alla mensa, dell'Oratorio, certo è normale. I due giovani sous-chef al servizio hanno l'aria di essere Totalmente Depilati, tanto fuori quanto dentro. Hanno quell'aria: affiorata su un sorriso opaco di pezza. Il mio, di sorriso, è Bastardo e volto le spalle ringraziando alla Strage, con il piatto in mano, ma nel frattempo/
Livello Due. Il Risotto di Savini non è un risotto. È una Minestra Slavata e Scipita Servita da una brasiera alla quale i due giovanotti senza pelo aggiungono Acqua Calda (foss'anche brodo, ma è irrilevante) da una brocca. La vista è una pozzanghera, Il NonSapereDiNulla è alleviato da un fondo bruno appena discreto che quantomeno incrementa di un buon Quarto d'Ora i tempi impiegati per la preparazione di quell'immondizia stampo Knorr. Voto 3 per onore ai Meriti Storici.

Torniamo a bere da Trussardi, e ciao Milano