Noi che non ci separiamo.
domenica 28 febbraio 2010
Would NOT
The sickest ever
venerdì 26 febbraio 2010
Good, Good Morning.
lunedì 22 febbraio 2010
Labour Day
domenica 21 febbraio 2010
La cura (del coltello.) Una scoperta medicale
Nessuna soluzione alla fluidità dell’anima.
Non c’è Reazione né potenza alla fluttuazione degli umori: assistere è l’unica soluzione, alle mattine desolate in Piazza Duca d’Aosta e la scrittura automatica: è, la scrittura automatica, ciò che rimane della mia Coscienza: di ciò che è Cosciente, stracciato dal mio Indulgere nell’averlo Fatto. Participio passato. Indulto, è? Non c’è differenza di potenza nell’assistere alle mattine desolate in Piazza Duca d’Aosta. Con quel vago sentore di poveraccio fine e d’essere quello, colui che è – Abbandonato – e la città che si Risvegli, si popolino i primi due tram sotto un’alba cerea o girino vuoti nelle loro guinzaglierie Lungo le strade. Chincaglierie, sferragliando, maglio e mazzuolo di Ferro: Ferraglia, Ferro battuto di Letto e Nostalgia. O a qualcosa di bello, alla felicità, capiscila.
Quando scrivere non diventa l’esigenza è l’Astinenza, spezzare il finale schioccante Secco di un Raamo Insecchito Mortificaato: è tutto quello che sai fare, recuperi o ti Cedi, Recuperi? O somatizzerai il futuro che s’è preso d’incanto Diventato Presente: non è Incanto è Maleficio, Maleficio Sortilegio Stregonerii- - A. è successo. Hai perso tutto è il tuo Pane e il tuo futuro l’hai annientato o se n’è andato. Ritenta, con le dita da sole a lasciarsi Sfuriare sui tasti e non leggi, leggiadre, le vedi: rileggi, e fa schifo. Che schifo che fa! Una merdata immonda.
Che stroncheresti con la tua paziente critica da peli nell’Uovo già irto, nevvero? No, tu non sei, tu non sai. Magari stavolta riesce, riprova… Con la semplicità della tua casa freudiana e di Darwin. Come Houses of the Holy (che Cosa è più Santo?) tu Lasciale Lasciale Andare Stavolta lei è Buona Stavolta, Stavolta va Bene e Rileggi e Va Bene Stavolta Stavolta Va Bene. Era così il tuo flusso o James Joyce o ritoccavi, e bluffasti? Hai bluffato. Hai Bruciato, la tua esistenza, La Melodia non è Artificio è la Stessa Vibrazione Originale (Tante A, Quante A in Sillabe Sdrucciole Spalancate, la A è lA ChiAve /resta Aperta allora la Porta/ Recupera L’Aria (Aria Ritorna.) Respira [Cancella Che Cosa Non Ha, una A.]. Ritorna sui tuoi passi turbati. La luce. SeguilA.
che anima, avevi, James Joyce – cosa avresti fatto, di fronte all’alba velata dannando la strada di Vittor Pisani, entrando davanti alla stazione dei treni [che sferragliano, e se ne vanno e ti butteresti di sotto per sforare nell’orbita dello Spostamento d’aria? Segui la musica, segui la musica… Farsi aria. Cosa avrebbe fatto la tua anima, sarà stata fluida. Bisogno di scrivere A e Aperture, di Suono, in Latenza… la crisi, Mancanza: d’Ossigeno: carenza neuronale e t’accorgi della tua Più Recente privazione, Dannata, dannata mancanza che hai fatto. Le A Spalancano la matta creAtivitÀ scricchiolare di Botteghe Oscure e Salta un pezzetto di Smalto alla crosta alla sbarra della galera, t’aveva serrato le cervella e adesso. Una finestrA. Ossigena. Come il forello del parto d’Atena, là dietro la tempia Respira.
Io che lacrimo per Dazed and Confused ché dà i Brividi e Stendhal e io tremo perché la verità dalla testa mi Respira, io tremo perché l’umanità è impotente: ugualmente: alla desolazione e alla forza cosmica della Cascata, al tempo felice e al tempo schietto, così come alla Mattina Gelida ed alla serata da solo. L’anima che hanno dato all’uomo che non ha chiesto è un’anima Contemplativa. Osserva e non compartecipa. L’anima osserva la fluttuazione bicolore e compenetrata dei propri sbalzi di tempo e di spazio, di collocazione e d’Umore. Ferma, L’Amore, Daniela, ti Amo, tu stammi vicina. cercando di recuperare una vis artistica e comproprietà di ragionamento tramite la lettera A – la vibrazione, la stringa, il verde erba, la quarta musicale.
le suddette cose mi sa che me le sono giocate, tempo fa
e la medicina funziona
anche se senti, la A. Ritorna. Ossessiva.
Un suono arioso dovrà ripercuotersi nella mia testa che adesso respira.
James Joyce cammina soletto al mattino Si può impazzire d’insufficienza d’intelletto o d’eccesso Lui pensa e Non Pensa ma realizza senza ammettere scuse: ma neanche, la realtà vera, che pare un sogno dietro gli occhi velati
nell’alba di gesso a Milano
[Sergio Cammariere – Dalla PAce del MAre LontAno]
[Fabrizio de Andrè – DolcenerA]
[Radiohead – No Surprises] A
sabato 20 febbraio 2010
domenica 14 febbraio 2010
Uài?
sabato 13 febbraio 2010
Colonne di San Lorenzo
Mi sento molto solo.
Capisco perché questa gente impazzisca, è un bassorilievo consumato di relazione sociale che dica: che è importante, conoscersi di vista.
Non hanno senso queste occasioni senza poterle condividere, né i locali per mangiare come le spie.
Di questa città non m’innamoro perché c’è vita, ma non c’è la vita.
La casa Vuota
Non ho paura d’essere da solo, ma non voglio essere
solo.
mercoledì 10 febbraio 2010
Ain't no Sunshine
Wonder if he's gone to stay
Ain't no sunshine when he's gone
And this house just ain't no home anytime he goes away
martedì 9 febbraio 2010
Egittologia e Decifrazione.
Blow Up
venerdì 5 febbraio 2010
A'megghia parola è chidda ca un si dici.
giovedì 4 febbraio 2010
Clockwork, Patchwork (I. My A.)
Febbraio, il 3
mercoledì 3 febbraio 2010
Era quasi ieri che non t’avevo mai baciata e mi portavi nel buio Denso a guardare Grizzly Man.
Kaspar Hauser è l’Uomo in disparità con ogni Sovrastruttura, il ritardo Inteso: come il Rifiuto: di cedere la Propria [Umanità] all’Umanità più intesa e condivisa, un rifiuto che non è Ideologico ma di Natura e incompatibile; la Natura è sottratta alla Formazione d’Intelligenza riconosciuta in forma di Cultura e di Valori posticci.
Kaspar Hauser è il sistema di Rousseau senza che poi vengano posti altri Vincoli né instradamenti: è una Vittima Singolare (e non-vittima) dell’Incomprensione, un Manifesto disturbante che racchiude ogni Chiave come recupero della Radice Bioica – uno scrigno di Verità, scambiato per un Cassonetto – e dopo la morte, sarà Dimenticato, Finito, Archiviato: è un Manifesto disturbante Non Sfruttato perché Non incompreso, ma ché proprio non s’è Colto Cosa Sia – che esaurirà la propria immane Interferenza in punto, insieme con la vita. Oltre la quale Impotente sarà trattato d’altri uomini in memoria come fosse Uno di Loro – il brutale essere umano imbellettato d’orpelli comunicativi, o un Caso di Studio del Positivismo: da circo, di Logica, dell’Anatomia – e ciò è, Ciò che lui Non È.
Kaspar Hauser non soffre né Gioisce perché agisce su altre scale di Valori e le sue Gioie e Sofferenze non esistono, puramente, per il mondo: Kaspar Hauser impara in forma d’accessori del Parlare, dello Scrivere e Vestire; ché oramai per sua Fortuna è refrattario ad Assorbire le modifiche al modo di Comportarsi (di Vedersi; di Sentire) più profonde. Kaspar Hauser è libero dalla Famiglia, dal Successo, da Dio, dall’Etichetta, da essere Buono o più Cattivo Lui È Libero – dalla Realtà, in sé e come Differenziazione dal Sogno – che la Storia dell’Umanità ci ha sovraimposto, e si tramanda, per corredo; ad ogni Nascita. Ad ogni Scuola e ogni Bambino che apprenda il Linguaggio, al quale questa – la Realtà – è incorporata. Intrinseca ed intride ogni Stampo di Formazione. Kaspar Hauser è immune ad ogni schema simbolico non in sé Creato.
Herzog, com’è da suo Leitmotiv, coglie dal Sogno un pretesto per Sfumare le ottiche e le intuizioni di un ragionamento tanto metafisico: quanto Fisico, radicato nella Natura e da essa Irradiante; che pervada ed indaghi senza Volere il Senso e l’Origine dell’Umanità, lasciando soltanto Intuizioni e pennellate Impressionistiche che molto Raramente si Richiudono in Anelli di Concetto Complessi, e Completi: Werner Herzog lascia Ellissi (vaghi ricordi, ricordi di Sogno – com’è la voglia ultraonirica che di Completarli si ha al Risveglio) che raccolti da un osservatore Riflettente come a Specchio possano essere Parabole. Evangeliche. Di Vangeli censurati e Spontanei come figli della Terra.
Pare dunque Che sia il caso di Volgersi e Dimenticare, per essere più Civili e Solidali in questa Vita: parrebbe, che l’Uomo si sia inventato una Storia ed i Valori e l’Esistenza, gabbia dell’Ultraterreno; per scordarsi e divertirsi dalla Fine ineluttabile, crearsi per analoghe e parallele allusioni un Distratto elevamento sulla propria mortalità: l’Uomo, l’uomo si costringe e si schiaccia sotto pesi ardui e aride limitazioni al fine d’estraniarsi dallo sguardo che porta verso l’Orizzonte fatale – l’uomo s’eradica dalla natura mascherandosi nei Trucchi per concedersi il Beneficio del Dubbio [che forse, poi. –quando invece una vita Vera, il mortalismo identificato, il riconoscimento di una conclusione organica del Ciclo, il rifiuto umano della semidivinità presuntuosa e creazionista Portata dal linguaggio – aprirebbe tempi e modi diversi, Disilludendo, di godere di lei stessa.