MILANO - MISSOULA, FILO DIRETTO DELLE ANIME DA NON PERDERSI

Pro Memoria.

Pro Memoria.
rosaerosarum

Noi che non ci separiamo.

Mi-MI è fatto da due persone che esistono in Mi(ssoula) e MI(lano).

Missoula è nel Montana dove ci sono le vacche
Milano è dove sono le pecore e i maiali.

Per la cronaca, la sigla aeroportuale di Missoula non è Mis, ma MSO: eppure, s'è optato per Mi-MI perché è più bello e Metallurgico.
E per Mis-MI s'è optato - non notato - nell'URL perché suona come Miss Me e ad una delle due persone piacciono da morire i messaggi subliminali: all'altra, probabilmente, invece Pure/

sabato 17 aprile 2010

The End of the World was Yesterday.


L'uggia di oggi è di una Città

che non riesce a contenere l'Apocalisse.
Si appiccicano alle tempie le nebbie vulcaniche scese dall'Oceano con un tedio unticcio, mezzo piacevole, d'alitosi tifica: portandosi a strascichi il sudore dalle baleniere, lo sciabordio di Spuma inquieto, più che inquietante.

Qui stonano sui muri e penetrando
come l'acqua marcia ai lavatoi le Fibre
dell'aria già Grigia, stonano la Città stupita
della nuova vestaglia cartapecora: sbarcata Improvvisa indossata,
vacanzieri dell'INPS da un torpedone...

Stonano certe bande alluciate di polvere come tende sottovento
sul mio bicchiere e su me e sul Club Sandwich neofascista
sverdito, di Piazza Repubblica.
Il Sole non irrompe

martedì 30 marzo 2010

Ho scelto. Io mi suicido


Io mi suicido oggi.
Non sto scherzando

Mi fa SCHIFO che la terra in cui sono nato sia così STUPIDA e mediocre e gretta e indifferente e non si curi del proprio Patrimonio del Passato né soprattutto del Futuro e confidi in mano a Cristi Satanisti dilapidanti la sua Lingua l'Unità la Costituzione Che sia MORTA

e schifosamente ignorante e qualunquista
e disperata. La Lega Nord che cantava Bruciare il Tricolore. La Stessa, lo Stesso partito, la Stessa gente, gli stessi Zotici ingrezziti da una Vita nelle Valli a guardare il sole sorgere e tramontare senza chiedersi Da Dove né perché e cucinare povertà nei paioli di rame RAS-SE-GNA-TI - e l'importante era solo il Padrone

io non voglio
ho paura
sai, il regime
sai che Borghezio alle conferenze con i neonazi in Francia spiega l'infiltrazione politica [dichiara: Dovete Fare Così. Dirvi Popolari, per poter fare i Nazisti. Dovete affezionare la gente ai simboli, creare mitologie per fare i padroni delle coscienze dei più invertebrati, fornire sicurezze contro Minacce ben fondate e salde sulla debolezza di una cultura depressa. E inesistente. Sulla xenofobia data dalla repressione del senso umano che è Scoria Vigente e Manifesto

Sai che se ci fosse una guerra mondiale l'Italia sarebbe uno degli Stati che fanno pulizia etnica? È già iniziato, l'odio verso l'immigrato. Una condizione di crisi sociale Emozionale ed economica lo legittimerebbe. L'Olocausto. E sono gli stessi che parlano di Clima d'Odio davanti alla Satira.
... Sai che ci troveremmo cooptati a combattere per la Lega? Fazzoletto verde o la purga, stuprato Appeso e fucilato. Contro Roma Ladrona. Così patetici che vi manca pure il Fascio, il vostro Simbolo un Carro di Buoi mutuato da che era gesto d'orgoglio e Libertà - ne avete preso solo il Giogo, voi Merde, voi Ignoranti e sciatti infamatori Bastardi Schifosi

ma

... Sai che le persone non se ne rendono conto?
Sai che questi germi di paura dell'altro ci sono in mio padre, in mia madre, nei miei colleghi, nei giovani guasconi all'università, in un sacco di gente che in faccia diresti Normale?
Sai che si Respira e non mi sta bene perché mi Soffoca ed io farò qualcosa di eclatante ledendo me e gli altri? Non lasciatemi morire invano.
Pubblicatemi nelle coscienze, insenatemi nelle notizie, ricordatemi quando Vi chiameranno a votare gli sgherri dalle campagne - ma senza morale né buon senso contadino - alla Presidenza. Insorgete!
E voi, gente rustica ma vera, non lasciate che s'infanghi il vostro buon nome! La polenta delle Nostre Valli suggeriscono a La Russa, ma Nostre di chi? Zaia ci ha venduti alle multinazionali e Nostre di Chi, Italiani, Ribellatevi se volete bene alla vostra Identità. Smettete le abbreviazioni da SMS. Riscoprite la vostra cucina, la vostra arte, la vostra moda, la vostra tradizione, il vostro tempo, la vostra terra, il vostro diritto a ribellarvi, riscoprite la vostra lingua, scuotetevi da questo torpore! Perché vogliono separarci, tra noi e dal mondo! Rileggete la Costituzione e riscoprite l'Italianità una e sola, fuori e dentro dai suoi luoghi comuni ma con Aspirazione a che questa sia Giusta e reale! Non illudetevi, che niente cambierà, ché siete comodi così: perché tanto, è già cambiato. Quindi

Agite e riscoprite l'Italiano come Persona e come Lingua, prima che sia troppo tardi

perché

Sai che in Parlamento ci vanno persone che non conoscono i congiuntivi. Sai che Cota non sa neanche un cazzo di com'è fatto il Piemonte?

Sai che Renzo Bossi è stato bocciato per tre volte in terza liceo. Sai che prende venticinquemila euro al mese.
SAI CHE ALLA GENTE NON GLIENE FREGA UN CAZZO?

Di quest'ignoranza struggente.
Mai quanto in questo momento ho desiderato di morire.

LA LEGA è il mio incubo che diventa realtà. L'esatta simmetrica opposizione di ogni mio ideale. io ODIO. Inizia la resistenza e inizieranno anche le purghe. Io ODIO. Ucciderò se non mi uccido. IO, ODIO. ODIO. ODIO. ODIO. ODIO. Amo questo suono e questo senso IO ODIO

ALZATI ITALIA

lunedì 29 marzo 2010

Felici noi Smontiamoci



Tra scale mobili piste cascate di spettri sfocate

Smorfio e Smorfio la predica Predìco ma non friggo

Sono inatteso a cercare qualcosa che sappia la sua


perfezione



Sono in attesa della bohème della sciarpa

Di un posto scaffalato Della mia ovulazione di un cestino

Asfissiante

D’amore d’amore e devozione e fedeltà e bombe a mano

domenica 28 marzo 2010

Aphrodite è come Dio, solo più bianco


l'aria avvelenata

l'acqua avvelenata

l'anima avvelenata

mi sento libero
sono nella dancehall

la gloria avvelenata.

Il mio bagaglio di fedeltà così sincero
da fare l'ingombrante

mi stringi il cuore
mi stringi, il cuore

voglio te. Mi stringi il cuore.

mercoledì 24 marzo 2010

Prima v'era


Erano due anni fa precisi a quest'ora, la sera in cui si rubavano i baci.

Se si può dirlo senza indispettire la tua coscienza libera di donna- allora auguri. In qualche modo

e nel modo in cui ogni giorno t'aspetto.

*

lunedì 22 marzo 2010

Efficienza

Farei a meno dell'idea dell'efficienza borghese. Mi piacciono le strade storte, le pause lunghe, le maniche corte.

(letteralmente, da un sogno)

sabato 20 marzo 2010

Più di quando non trovo gli occhiali



Potrebbero essere i Dieci Giorni più lunghi della mia vita. Mi manchi

mercoledì 17 marzo 2010

Le cose impigliate. Un distillato



C'è nel mio collo di toro un vapor
di figure, trame senza ancora parole.
C'è un timore spanso che non si condensa
in paure

mi accechino bene, calde, le tue mani
dicendo l'amore che a me non sai dire.

martedì 16 marzo 2010

Gradirei un Cordiale

mi spiace aver troncato la conversazione, anche se troncare, dopo averne tanto parlato, non è il verbo giusto. Dovevo andare, stamane. Ho continuato a pensarci, parecchio.
Finisco di dire in questo spazio pubblico privato quello che è rimasto impigliato in me.
Innanzitutto, mi dispiace. Di aver parlato anche troppo, pensando anche meno.
Poi: sono d'accordo che l'amore curi, che faccia stare bene. Che ci renda anche migliori. Avrei mandato tutto a fanculo molto prima, in questo posto, senza di te.
Da qui: le relazioni si costruiscono tra persone e persone. La tua insoddisfazione riguarda te- Una relazione può aiutarti a sopportare, ma non provoca il cambiamento. E' come prendere sperare che un antidolorifico curi il male.
Se quel posto non ti piace, Gianni, è molto più facile fare qualcosa per cambiarlo, anzichè aspettare ch'io torni. Perchè anche al ritorno io comunque non sarò lì. Ed è più maturo tentare di migliorare uno stato anzichè semplicemente aspettare che passi.
Ora: è vero, esiste un'anima. E probabilmente con molta meditazione potresti anche arrivare a sbattertene del tuo ufficio cubicolo e delle otto ore di strazio. Può essere. Ma se non arrivi a quel livello, allora spiegami come puoi sperare che le cose migliorino solo pensando alle cose stesse.
Mi spronasti, due mesi fa. Io ora ti dico lo stesso. Hai due mesi per costruire una vita che ti piace. Pensa a cosa vorresti fare per stare meglio, e fallo. Vai in piscina. Iscriviti al circolo dei Post Bohemien. Vai in librerie minuscole a fare letture di poesia in fronte a quattro donnine esterrefatte. Arruolati in un torneo di Scarabeo. Fai il Baby- Sitter, il Dog- Sitter, il barista, dai ripetizioni di latino e greco e Inglese, magari. Trova un corso di assaggiatore di birre.
Del resto io ci sono come ci sono stata fino adesso e come ci sarò fino alla fine di questo buffo intermezzo. Avrai più conforto, e spenderai di più in telefono, ma non vedere in me l'antidoto. Io sarò il balsamo, e non vedo l'ora di stringerti.

sabato 13 marzo 2010

Le Reciproche


Avrei detto lo stesso di te. Un weekend impegnativo, la vertigine, il Soggettivo.
Ma adesso ti scrivo dal Tram che mi porta, gratis, dentro tutta la città: è diverso dalla metro, le panche di radica laccate, le leve, fanno sentire che qui transita l'umanità. La meccanica, commovente rimasta ad un allure novecentesca, è stata modesta nel capire qual era il suo posto. Ci sono anche i cani e la gente che non ha fretta, un bel po', al Sabato sera.

Oggi sono stato in fiera, e ho comprato una birra di cui devo averti parlato: ne parlo sempre, della VuDu, figuriamoci se non te l'ho detto, ché sei la ricettatrice dei miei desideri, delle cose più belle, dei peccati Per nulla sporcati.

Per il resto, la fiera non era per nulla male. Ma tra i baracchini fricchettoni, non facevo altro che pensare a te.

Ti Bacio

dentro una biblioteca, davanti al Duomo e lungo Via Torino*

Biblioteche

Io amo le biblioteche. Il silenzio morbido che hanno, sono quasi un rifugio. C'è un mondo fuori pieno di vento e rumori.
Dove sei finito? Immagino un fine settimana impegnativo. Io sono stata vittima di un atto di idiozia autoprocuratomi che ti farà ridere un bel po'.

Il telefono senza fili mi faceva impazzire. Ero convinta che le persone storpiassero volontariamente le parole. Non conoscevo ancora la vertigine della soggettività.

giovedì 11 marzo 2010

Il Telefono Senza Fili


Ci giocavi mai, al telefono senza fili?
Mi fai piangere.

Parlarsi diventa così esiguo Senza Fili
Non poterti dare un bacio quando mi prendi in giro, mi critichi o mi rimproveri.
Non poterti lavorare accanto né lasciarmi guidare.
Io mi chiedo se lo senti, se inizierai mai ad amarmi.
Preso nell'idiozia di queste domande che non si possono fare
(perché sono cose che non si parlano, né coi fili e neanche senza)
Ci scriviamo, e quando te ne vai all'improvviso, non ho trovato ancora il modo
di arrivare dietro alla tua poltroncina per darti un bacio sul collo

ed essere con te, tutto, e riprenderti con me

e Mi fai piangere.
Non vedo l'ora, che torni, Non vedo l'ora.

*

Take the Power Back


Mattine Mi lasciano Amaro

di mandorla Fiele Ribello il mio corpo Filato
al Motore di Macchina - Rabbia, contro di lei:
WeGot toTake thePo-werBack!

aspetto una mail, e non c'è.
Non mollare, adesso.
*

mercoledì 10 marzo 2010

Nothing but the girl

Like the desert miss the rain.
Mi viene in mente quel video così anni '90 e quel senso di assenza profondo, il freddo dentro. Mi sei mancato. Giorni duri. Ho bisogno di parlarti, per stare meglio.

Non Arrivi


ma ti
penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso.

Io riuscirò a farmi amare, da te. Tu sai farlo. È notte e me ne vado, ma ti

amo, ti amo, ti amo.

*

sabato 6 marzo 2010

il Dio Meringa


La giornata è troppo Splendida, per non essere un riscatto.
Montagne su sfondo dipinto di Blù com'è il Cielo Lontano dal Nero: Milano.
Non le ho viste mai, così nette e vicine - di cine, Città, mi sembra, qua.
con il vento è
lo sfondo, e

Fare la spesa al Mercato è una goduria. La meteoropatia gratificata
s'unisce alla Brezza di Vita sopra le braccia nude.
La Luna è rossa e calante, la guida sopra le vigne, tramonta e si rialza
Come essere bambini, da solo, guardarla e Lasciarsi portare... Dov'era proibito, senza
timidezza.
E quando la cerco e non c'è Non mi abbatto, si fa corteggiare come piace a ogni cosa, si nasconde, ed allora le piaccio - è per questo.

Benvenuti a Bra Felix. Sentitevi rigogliosi.

venerdì 5 marzo 2010

"ricordarsi la Poesia



Amando

Il mondo s’è spalancato

su un’infinità di grazia

Ed adesso ho paura.

Sono proprio come gli altri.


Amavo te

Il mondo si spalancava

Su una violenza reale:

quanto è crudo amare

mi lascia spirito e non spazio.


Ti amo

Dove ho messo le parole?

Io non sono più perfetto.

Perfezionami, promettimi

Ti amo. non ti tradirò

in questo mite vuoto

In una sera in cui aspetto di non aspettare più, nel mite vuoto del silenzio.

Amai trite parole che non uno

osava. M'incantò la rima fiore

amore,

la più antica difficile del mondo.

Amai la verità che giace al fondo,

quasi un sogno obliato, che il dolore

riscopre amica. Con paura il cuore

le si accosta, che più non l'abbandona.

Amo te che mi ascolti e la mia buona

carta lasciata alla fine del mio gioco.


Amai, Umberto Saba

(ricordarsi la Poesia. Nuove lune)

giovedì 4 marzo 2010

Aceddu nta' la argia, canta o pp'Amuri, o ppì raggia.


Oggi canto contro canto contro la malinconia oggi spingo contro il piombo e

datimi un pupidduzzu ca mi fazzu la via, datimi un pupidduzzu ca mi fazzu la via

oggi la malinconia è lotta e

datimi un pupidduzzu ca mi fazzu la via, datimi un pupidduzzu ca mi fazzu la via

Stringo, l'affetto, che posso, al mio pasto, al mio pane.


de Alto Cedro voy para Macané
luego a Cueto voy para Mayarì

el cariño que te tiengo
No te lo puedo, negar.
Se me sale la: babita...
yo No lo puedOe-vitar.

de Alto Cedro voy para Macané
luego a Cueto voy para Mayarì

Cuando Juanica y Chan Chan
en el mar, cernían a-Rena:
como sacudía ... El Jibe...
a Chan Chan le daba, pena.

de Alto Cedro voy para Macané
luego a Cueto voy para Mayarì

Limpia el CaMiNo: de pajas...
que Yo me Quiero, Sentar.
En aquel Tronco, que Veo:
y así no Puedo: llegar.

de Alto Cedro voy para Macané
luego a Cueto voy para Mayarì
de Alto Cedro voy para Macané
luego a Cueto voy para Mayarì
de Alto Cedro voy para Macané
luego a Cueto voy para Mayarì

de Alto Cedro voy para Macané
luego a Cueto voy para Mayarì

de Alto Cedro voy para Macané
luego a Cueto voy para Mayarì

de Alto Cedro voy para Macané
luego a Cueto voy para Mayarì







... Non mi avrete mai.

*

martedì 2 marzo 2010

Mafaldina cotto e scamorza

L’editoria non mi piace perché l’editoria se ne frega.

In quest’azienda che mi spiega cosa sia, l’open space ipocrita dove si sussurra dietro i paraventi ed in faccia si salutano, e a tratti schiettamente sclerano senza dire mai affanculo: resta solo da guardare, ché mi salvano, me

…e da essere scaldati dalla mediocrità delle cose fatte a caso che già aleggiano qui intorno: nei pullover mistolana nei riscaldamenti, nella televisione e nella mensa animale, nelle punte multiple del massiccio grosso di ghiaccio che saranno tutti i libri fatti male – ché il consumatore, che si fotta; nella loro inadeguata inesattezza – ed è inumano

davvero, inumano, Restare a Friggersi il Cuore con il caffè e la sigaretta senza un motivo, senza poterle dare aiuto, alla mia idea di qualità, mi nevica del grigio dalla testa

e mi rifiuto. Pranzando da solo. Tuona il mio rifiuto (e non si nota) all’amalgama di questa medietà riflessa nell’organico ballerino – le sue facce milanesi impagliate

…nella forza d’una sociopatia sempre meno strisciante io mi faccio un po’ eremita e non mi accorgo: che non voglio condividerla, quest’aria da schizzinoso, vergognandomi dell’individualità e dello sfregio

[della intelligenza]

dove il silenzio è ognuno sciolto a velenetto nei bicchieri di plastica caldi di rumore, di fervore, di chiacchiere e biascicare: dai pianti della cassa integrazione si leva la soglia residua d’umanità che mormora e diafana dissolve

la spersonalizzazione è una farsa e l’eccellenza e l’attenzione

perché stanno tutti bene dietro quello che non scrivono e non leggono e non vivono (e fa schifo).

domenica 28 febbraio 2010

Would NOT


make you Chicken and Stars.

I'd Write for You Read for You Sing for You the most cuddling lullabies I know,

Live for You Sleep with You [Kiss You for You Pick daisies Stick to you] even get Sick for You, Cook for You bowls with soul to Delete your sense of bewilderment (lost in fever, when body hibernates in tingling and invites to dreams).

Caressing your shoulders to give you a fresh hint of touch real among the Numb, comfortable illusion: of our bed, I'd love you as I love, you; I would be there for you as it's for You, that I'm here breathing.

*

The sickest ever

Why don't you just come over, bring a big mug of milk' n ' honey and stay in bed with me? If you love me, read me a story.

venerdì 26 febbraio 2010

Good, Good Morning.

Buongiorno,

non ero lì. Semplicemente avevo dimenticato il Mac in ufficio acceso.

Ecco perché gli Scherzetti di Skype

[e Scusa, se ti chiamo Amore.]


*

lunedì 22 febbraio 2010

Labour Day


Never been as much concerned about the shape of my Beard as today, morning.
Haven't been wakin'up So Early since Ages

Alla fine mi pacchi, ma ti sento Vicina lo stesso... Sono emozionato, un po', e non teso. Spunto ancora due peli. A cavallo dello stesso tempo Noi

tibacio

G.*

domenica 21 febbraio 2010

La cura (del coltello.) Una scoperta medicale

Nessuna soluzione alla fluidità dell’anima.

Non c’è Reazione né potenza alla fluttuazione degli umori: assistere è l’unica soluzione, alle mattine desolate in Piazza Duca d’Aosta e la scrittura automatica: è, la scrittura automatica, ciò che rimane della mia Coscienza: di ciò che è Cosciente, stracciato dal mio Indulgere nell’averlo Fatto. Participio passato. Indulto, è? Non c’è differenza di potenza nell’assistere alle mattine desolate in Piazza Duca d’Aosta. Con quel vago sentore di poveraccio fine e d’essere quello, colui che è – Abbandonato – e la città che si Risvegli, si popolino i primi due tram sotto un’alba cerea o girino vuoti nelle loro guinzaglierie Lungo le strade. Chincaglierie, sferragliando, maglio e mazzuolo di Ferro: Ferraglia, Ferro battuto di Letto e Nostalgia. O a qualcosa di bello, alla felicità, capiscila.

Quando scrivere non diventa l’esigenza è l’Astinenza, spezzare il finale schioccante Secco di un Raamo Insecchito Mortificaato: è tutto quello che sai fare, recuperi o ti Cedi, Recuperi? O somatizzerai il futuro che s’è preso d’incanto Diventato Presente: non è Incanto è Maleficio, Maleficio Sortilegio Stregonerii- - A. è successo. Hai perso tutto è il tuo Pane e il tuo futuro l’hai annientato o se n’è andato. Ritenta, con le dita da sole a lasciarsi Sfuriare sui tasti e non leggi, leggiadre, le vedi: rileggi, e fa schifo. Che schifo che fa! Una merdata immonda.

Che stroncheresti con la tua paziente critica da peli nell’Uovo già irto, nevvero? No, tu non sei, tu non sai. Magari stavolta riesce, riprova… Con la semplicità della tua casa freudiana e di Darwin. Come Houses of the Holy (che Cosa è più Santo?) tu Lasciale Lasciale Andare Stavolta lei è Buona Stavolta, Stavolta va Bene e Rileggi e Va Bene Stavolta Stavolta Va Bene. Era così il tuo flusso o James Joyce o ritoccavi, e bluffasti? Hai bluffato. Hai Bruciato, la tua esistenza, La Melodia non è Artificio è la Stessa Vibrazione Originale (Tante A, Quante A in Sillabe Sdrucciole Spalancate, la A è lA ChiAve /resta Aperta allora la Porta/ Recupera L’Aria (Aria Ritorna.) Respira [Cancella Che Cosa Non Ha, una A.]. Ritorna sui tuoi passi turbati. La luce. SeguilA.

che anima, avevi, James Joyce – cosa avresti fatto, di fronte all’alba velata dannando la strada di Vittor Pisani, entrando davanti alla stazione dei treni [che sferragliano, e se ne vanno e ti butteresti di sotto per sforare nell’orbita dello Spostamento d’aria? Segui la musica, segui la musica… Farsi aria. Cosa avrebbe fatto la tua anima, sarà stata fluida. Bisogno di scrivere A e Aperture, di Suono, in Latenza… la crisi, Mancanza: d’Ossigeno: carenza neuronale e t’accorgi della tua Più Recente privazione, Dannata, dannata mancanza che hai fatto. Le A Spalancano la matta creAtivitÀ scricchiolare di Botteghe Oscure e Salta un pezzetto di Smalto alla crosta alla sbarra della galera, t’aveva serrato le cervella e adesso. Una finestrA. Ossigena. Come il forello del parto d’Atena, là dietro la tempia Respira.

Io che lacrimo per Dazed and Confused ché dà i Brividi e Stendhal e io tremo perché la verità dalla testa mi Respira, io tremo perché l’umanità è impotente: ugualmente: alla desolazione e alla forza cosmica della Cascata, al tempo felice e al tempo schietto, così come alla Mattina Gelida ed alla serata da solo. L’anima che hanno dato all’uomo che non ha chiesto è un’anima Contemplativa. Osserva e non compartecipa. L’anima osserva la fluttuazione bicolore e compenetrata dei propri sbalzi di tempo e di spazio, di collocazione e d’Umore. Ferma, L’Amore, Daniela, ti Amo, tu stammi vicina. cercando di recuperare una vis artistica e comproprietà di ragionamento tramite la lettera A – la vibrazione, la stringa, il verde erba, la quarta musicale.

le suddette cose mi sa che me le sono giocate, tempo fa

e la medicina funziona

anche se senti, la A. Ritorna. Ossessiva.

Un suono arioso dovrà ripercuotersi nella mia testa che adesso respira.

James Joyce cammina soletto al mattino Si può impazzire d’insufficienza d’intelletto o d’eccesso Lui pensa e Non Pensa ma realizza senza ammettere scuse: ma neanche, la realtà vera, che pare un sogno dietro gli occhi velati

nell’alba di gesso a Milano

[Sergio Cammariere – Dalla PAce del MAre LontAno]

[Fabrizio de Andrè – DolcenerA]

[Radiohead – No Surprises] A

Io e Turbi

We challenged for the Best Butt In Town (BBIT).
He won.

Damm'it!



sabato 20 febbraio 2010

Vieni a Londra, stupido

http://www.youtube.com/watch?v=-AeRMrZCPGk


(take me by the hand)

domenica 14 febbraio 2010

Uài?


Perché adesso - è l'ora, allora di Dissipare - quando già inizia il Lavoro, ha l'oro in bocca, il Mattino: e la sera, di vederti è arrivata, io attendo, attendo e t'aspetto, per il mio modo più patologico di Vivere noi. È l'ora di


Dissipare


ogni distrazione, ogni paura, la nostra Distanza che m'illudo, a seconda di un filo di parole: lo asseconda, mi pare ci porti Lontani, ogni volta, e poi vicini sconfinando Uno nell'altro. Allora vanno sparsi alti alle correnti tutti i passi senza eco, È il momento di dissipare la Solitudine: essere Dentro, compressi e compresi In un blocco solidissimo che è la predilezione che ti porto, nelle Smanie di Bestia Lunatica e Incerta, sulle unghia affilate, d'oro; io cammino poco sicuro sulle uova che m'immagino dei nostri giorni. Io Paura ed Io Coraggio. Tu l'agente e il Disfacente, col sorriso Io mi lascio inflazionare e preso d'Elio a fluttuare sulla Neve, delle mie Illazioni, dei Segni che credo e non sono; quando l'aria mi vibra [Attorno... Quando ti sento è il momento, di poter Condividere e recuperare i pensieri più belli, sbiaditi, perché poi ci stiamo assieme. A guardare qualcosa di bello, seduti comodi. Quando non ti sento,

mi porto sul petto di colombo, in mezzo all'intrigo che conosci meglio di tutti, un rigo in grassetto di profeta; la perfetta Fede trasognata nella Cabala, una roccia concreta di salgemma impreziositi, passione ferma per le nostre alchimie. Condensata in un solo


Ti Amo

sabato 13 febbraio 2010

Colonne di San Lorenzo


Mi sento molto solo.

Capisco perché questa gente impazzisca, è un bassorilievo consumato di relazione sociale che dica: che è importante, conoscersi di vista.

Non hanno senso queste occasioni senza poterle condividere, né i locali per mangiare come le spie.

Di questa città non m’innamoro perché c’è vita, ma non c’è la vita.

La casa Vuota

Non ho paura d’essere da solo, ma non voglio essere

solo.

mercoledì 10 febbraio 2010

Ain't no Sunshine

Wonder this time where he's gone,
Wonder if he's gone to stay
Ain't no sunshine when he's gone
And this house just ain't no home anytime he goes away

Ci sono momenti in cui mi devo raggomitolare- anch'io
contro di te

martedì 9 febbraio 2010

Egittologia e Decifrazione.

Io sono tipo da ansie tardive ed autoinseminate.

Ci siamo lasciati, ieri, dentro quell'atmosfera incrinata, nell'istante in cui lo spacco s'era aperto in un momento: senza poterti Sentire, l'immagine sarebbe stata sufficiente: sarebbe stata, patogena, coltura umida che si cova

però. Io credo nei segni con un'ingenuità del tutto infantile, e la cosa - compiuta nella mia rassegnazione alla totale e certa veridicità delle illazioni che gioco, guidato da sentieri associativi originali - mi salva ogni tanto la vita. Casualmente, del tutto m'Imbatto sotto gli anfratti geologici della pagina in Zoraide, ch'era la figlia di Champollion, era la figlia

oggi mi raggiunge a vie traverse per un tè, per te; Per dare l'accesso a dei nuovi linguaggi.

Aspetto Daniela

Blow Up


[Com'è.]



Gentile Signora,

aveva dimenticato il gas aperto.
Quando sono rientrato in casa, la puzza era molto forte.
Ho chiuso il fornello e mi sono visto costretto a spalancare le finestre.

Buona giornata,

Giovanni.





[Come avrei voluto che fosse]


Gentile Signora,

non ho intenzione di morire per causa Sua.
Il gas, quando sono rientrato, era aperto da svenirci.
Lei è adorabile, mi sta davvero al contempo facendo realizzare che esistono rischi essenziali, nella vecchiaia.

Non negherò che mi sento gravemente imbarazzato a provare insofferenza confrontando contromano la Sua insistente arteriosclerosi, la quale tanto pesantemente adesso stride: con la magia degli occhi speciali, che una pittrice tanto brava di sicuro avrà dovuto possedere; né dirò che non ho l'impressione di vivere, in permeante pericolo, tra la negligenza malata della Sua cucina, e gl'imprevisti Casuali che una dimenticanza antiquaria può degenerare.

Non dirò che non m'annoiano i discorsi ripetuti all'ossessione ed il Suo essere posseduta dai telegiornali, mi fa compassione ma d'altronde da vile mi cedo, pure io che di sensibilità me ne pento; a quella Tentazione di liquidarla nei pensieri più egoisti - e scocciati come bimbi - alla semplice e qualifica desolata di Vecchia Rincoglionita.

Mi faccio un po' Schifo ma lo Schifo alleggerisce il mio carico pesante, di umano che a tratti non si piace, per niente. E di preoccupazioni, giacché mi preoccupo per lei. Anche.

Pensi che se il palazzo fosse saltato, e il mio naso meno schizzinoso, si sarebbe ululato alla tragedia per ogni cantone della terra disperata...
Pensi invece che ho evitato cose gravi, e non lo saprà nessuno; dato che un'azione buona non s'inquadra in alcun tipo di pietismo.

Più tardi sarà di nuovo Berlusconi in Milano2, e Geo&Geo, e Terra bruciata.

Ho aperto le finestre.

Abbracciandola,

Gianni*


venerdì 5 febbraio 2010

A'megghia parola è chidda ca un si dici.

Se imparassi a parlare di meno,
a creare meno Atmosfere pressanti, meno Dubbi tattili, meno mondi

lasciare l'aria più Rarefatta - fresca.

Sarebbe meglio




[Wild Beasts - The Fun Powder Plot]

giovedì 4 febbraio 2010

Clockwork, Patchwork (I. My A.)


Sono i nostri Compleanni a Misurare le Primavere - e l'Estate Indiana, i giorni della Merla Mamma e i Carnevali, soprattutto quelli; di quando Fa Freddo e aspettiamo di mutare Pelle ed essere Nudi ma Felici sotto un Sole (Giaguaro?).

[Van Morrison - Moondance]

Sono due Primavere da quando dopo l'India ricordavamo Alice, la Puglia, il tuo divano ed il Letto - Galeotto, del Misfatto di Alex Löhr [le spinte Acquatiche e le mie Scale la Piscina e la mia Maschera - di Traina, andava stretta; estiva la vampa di Norma e Iris e altre donne Molto Belle ed altri (Uomini.) e Verona e Venezia... e Viva, la Vita - Vendetta Vizio Verità ma che Importa; mi scrivevi: "dalla Germaniaaa" Lolita di Nabokov, omelette a letto, kilometri, biscotti al cardamomo Nero.

(la Primavera scorsa, invece, Aspettavo e Speravo e Credevo e Pregavo, dopo i cocktail e dopo che: Lewis Carroll passava Di Moda - come Zoraide e i miei occhi in Pieve spersi, come le Lettere ed i baci che s'erano fatti Stantii di Desiderio muffito, e sbarrati; come un aperitivo all'odor di Vetiver e la mia camicia Nera: come la notte: sarà poi perché ti piace? ...come la Fede che c'era e s'incrinava e La Incollavo con pazienza in terracotta: ed era il Circo, la tua casa, ed altri Cocktail porcellana; che anche loro Spaccati un po'Erosi o Cascati [dall'amore fesso, riuscivano a metà. Ma sarebbero andati Bene, sarebbero andati. A posto. Riviveva la nostra Aura ch'ero convinto d'essere Io, ed insieme un'Illusione che m'uscisse procreata dal Respiro, di Rinascite a Tratti.)

[Kaki King - So Much for So Little]

Ogni età ha un colore, Ogni colore sceglie un età - come Picasso

ed adesso, che è ancora il tuo compleanno; sogneremo finalmente di travestirci uno nell'altro; restare in questi panni Comodi accoccolati come Volpi e Principini (Nessuno, mi ha mai Addomesticata. -mi dicevi in poco tempo - ti ricordi?) reciprocamente, nel giaciglio di paglia a sonnecchiare [della Pelle? del Petto del Pelo del Cuore delle Spalle, dei Seni, del Pensiero; dei più Giusti Sentimenti? Adesso in mezzo è tanto Mare - e perdona i miei modi ritriti, ma ti sento ancora entrare, ancora Dentro; sono una sferza di Verde curvata: come se tu fossi Giallo, ed un Pennello ti sfumasse [Tu appoggiata al mio Midollo] nelle carni e dentro il croma che io porto: nell'essenza del Pigmento: nella luce che rifletto - detto, fatto. Due colori ed un piastriccio di tempera, indissolubile e Indissolto, sopra un piatto... Bello. Allora Resta, faccio posto ché nessun altro può più Starci in questa stanza - né è più Abbastanza grande. Adesso Resta è il mio regalo non di Oggi - di ogni Giorno - Una Promessa - sempre la stessa.

I miei Auguri naïf, Vita Mia.

*

Febbraio, il 3


Pensavo di dirti delle cose banali che quando ti vedo quegli occhi di Femmina sbrillacchiano Importanti.
È mezzanotte e non c'è una Cenerentola telematica, un mese è Andato, qui vige l'Inland Empire

e. Ti sono stretto, accanto; anche adesso e Spero che tu possa sentirmi [l'odore di sandalo] mentre canto Hey There Delilah - (come ci rende Pop, a certi tratti, questa Cosa.) dalla Doccia. Con due D, ça va sans dire; poi qui a Milano...!.
Oltre, sono molto contento di come tu ti sia scossa l'inerzia di dosso, ché quasi non ti Riconoscevo; ma sei sempre tu, sì. Leggendo di Santa Fe e Denver e le Scorie Nucleari sono stato Felice.

Aspettando con due giorni d'anticipo - ora Uno [il tuo Compleanno già vicino per poterti regalare un nastro che ci tenga a Ritrovarci un altro poco,
È mezzanotte - senza te, anche oggi, però

(sempre, sempre, sempre. Come i due Nei di Mina),

a touch of REM, Man Ray and I'm Ready to Go

(get you, like Bob Marley)

Io il Tuo, e troppo David Lynch che citando Buñuel poi mi fa male*

mercoledì 3 febbraio 2010

Era quasi ieri che non t’avevo mai baciata e mi portavi nel buio Denso a guardare Grizzly Man.


Kaspar Hauser è l’Uomo in disparità con ogni Sovrastruttura, il ritardo Inteso: come il Rifiuto: di cedere la Propria [Umanità] all’Umanità più intesa e condivisa, un rifiuto che non è Ideologico ma di Natura e incompatibile; la Natura è sottratta alla Formazione d’Intelligenza riconosciuta in forma di Cultura e di Valori posticci.

Kaspar Hauser è il sistema di Rousseau senza che poi vengano posti altri Vincoli né instradamenti: è una Vittima Singolare (e non-vittima) dell’Incomprensione, un Manifesto disturbante che racchiude ogni Chiave come recupero della Radice Bioica – uno scrigno di Verità, scambiato per un Cassonetto – e dopo la morte, sarà Dimenticato, Finito, Archiviato: è un Manifesto disturbante Non Sfruttato perché Non incompreso, ma ché proprio non s’è Colto Cosa Sia – che esaurirà la propria immane Interferenza in punto, insieme con la vita. Oltre la quale Impotente sarà trattato d’altri uomini in memoria come fosse Uno di Loro – il brutale essere umano imbellettato d’orpelli comunicativi, o un Caso di Studio del Positivismo: da circo, di Logica, dell’Anatomia – e ciò è, Ciò che lui Non È.

Kaspar Hauser non soffre né Gioisce perché agisce su altre scale di Valori e le sue Gioie e Sofferenze non esistono, puramente, per il mondo: Kaspar Hauser impara in forma d’accessori del Parlare, dello Scrivere e Vestire; ché oramai per sua Fortuna è refrattario ad Assorbire le modifiche al modo di Comportarsi (di Vedersi; di Sentire) più profonde. Kaspar Hauser è libero dalla Famiglia, dal Successo, da Dio, dall’Etichetta, da essere Buono o più Cattivo Lui È Libero – dalla Realtà, in sé e come Differenziazione dal Sogno – che la Storia dell’Umanità ci ha sovraimposto, e si tramanda, per corredo; ad ogni Nascita. Ad ogni Scuola e ogni Bambino che apprenda il Linguaggio, al quale questa – la Realtà – è incorporata. Intrinseca ed intride ogni Stampo di Formazione. Kaspar Hauser è immune ad ogni schema simbolico non in sé Creato.

Herzog, com’è da suo Leitmotiv, coglie dal Sogno un pretesto per Sfumare le ottiche e le intuizioni di un ragionamento tanto metafisico: quanto Fisico, radicato nella Natura e da essa Irradiante; che pervada ed indaghi senza Volere il Senso e l’Origine dell’Umanità, lasciando soltanto Intuizioni e pennellate Impressionistiche che molto Raramente si Richiudono in Anelli di Concetto Complessi, e Completi: Werner Herzog lascia Ellissi (vaghi ricordi, ricordi di Sogno – com’è la voglia ultraonirica che di Completarli si ha al Risveglio) che raccolti da un osservatore Riflettente come a Specchio possano essere Parabole. Evangeliche. Di Vangeli censurati e Spontanei come figli della Terra.

Pare dunque Che sia il caso di Volgersi e Dimenticare, per essere più Civili e Solidali in questa Vita: parrebbe, che l’Uomo si sia inventato una Storia ed i Valori e l’Esistenza, gabbia dell’Ultraterreno; per scordarsi e divertirsi dalla Fine ineluttabile, crearsi per analoghe e parallele allusioni un Distratto elevamento sulla propria mortalità: l’Uomo, l’uomo si costringe e si schiaccia sotto pesi ardui e aride limitazioni al fine d’estraniarsi dallo sguardo che porta verso l’Orizzonte fatale – l’uomo s’eradica dalla natura mascherandosi nei Trucchi per concedersi il Beneficio del Dubbio [che forse, poi. –quando invece una vita Vera, il mortalismo identificato, il riconoscimento di una conclusione organica del Ciclo, il rifiuto umano della semidivinità presuntuosa e creazionista Portata dal linguaggio – aprirebbe tempi e modi diversi, Disilludendo, di godere di lei stessa.

lunedì 1 febbraio 2010

Throw Me Up! ConoConas

Attenzione, Attenzione, Attenzione. Si scambiano Prestazioni culinarie quotidiane e gratuite, con Usufrutto serale di cucina agibile e non Vomitevole.

Lo sai, Daniela, non era per il Frigorifero Rotto che quando sono arrivato la roba era tutta in giro. È così Sempre.
La prima spesa all'Esselunga, le camminate Serali e le scale appiedate appesate dalle buste in MaterBi - che non sono neanche troppo sostenibili, ma tu vaglielo a spiegare - si corredano del Realizzare questo dramma casalingo (Mr. Bungle - Violenza Domestica) mentre la mia Psiche fisiosensibile, quella che si trova giù abbracciata all'Epiglottide e mi rende intollerante alla vista dell'immondizia, agli spaghetti bagnaticci e al dentifricio alla Mattina quand'è presto; catturati i fotogrammi dell'orrendo culinario Rifiuta l'Ammissione di questa sistemazione nel mio personalissimo sistema d'HACCP.

Conato - AprigliocchiVedi.ChiudigliocchiRealizza - Conato. AprigliocchiGuarda.ChiudigliocchiSoffoca - Conato. BlearghSoffoca; Sòffocati mentre concretizzi l'insieme dei Dettagli in Disgusto che ti donano lo Schifo paratattile - la cosa che ti Salva la Vita quando avvicini le Mani dove non dovresti; mentre tenti di Buttare tutto fuori dalla bocca: dell'anima: ciò che inquina Il Tuo Senso del Buono - strano, dell'alimentare, del Pulito.
Ricavando il Ripiano del frigo Svuotato che adesso ho occupato, mi sono Scontrato con avanzi di avanzi come Cuoia lasciate e Carcasse e Muffette e Residui di una vita [da sola, Abbandonati da giorni di giorni aspettando: nessuno, aspettando e Aspettando [Lasciando... L'Amaro rassegnato delle quotidianità abuliche in visioni Immangiabili - in scodelle ai nostri cari che non passano a trovarci, cucinando ciò che noi di peggio Abbiamo [di cui noi Sopravviviamo] all'Avventore il cui Avvento non Viene; mai.
Tristi Tazze Stizzite come Coppe di Ceneri, Colme. e Stracci di Pollo Ingrigito, l'odore... l'Odore! Di morte industriale, e di cloro, fluoro, Carburi. Grassi rancidi, verdure lessate Avvizzite, insalate. Ribollita Ribollita senso d'ospedale Un mestolo, sporco di Brodo indistinto lì appeso a Sudare sopra il lavandino (il Dripping di Pesce, Gualtiero Marchesi) fa il Dio delle posate sporche di Croste e Incastrate nei cassetti fuori di binario - c'è un'orgia di vasi e Vasetti infarciti di cose che sono Nature insistite: e nature morte, s'arrampicano come le bestie, un Forte odore di Supermercato. Conato. Il Cimitero di vasi di spezie investite in Mercalli e Cadenti Dispense Sbiellate e cupe, e profonde caverne; figlie di Niente come le stoviglie, ed il rame ossidato: acciaio arredato di Resti di fegato, calcare accumulato, in strati; e opacità Ovunque. Perdo l'equilibrio il Respiro l'orientamento, le mani s'appigliano e Lasciano i muri Suggestionate del Senso; che senso. Mobili vecchi di Storie già andate. Appiccicaticcio. Polenta dura, di mesi, la coda dell'occhio mi dice - ricordi di guerra e di fame? Lavello: pieno d'acqua nebbiosa, a palude; pozzanghera d'asino o Cotechino pianto. Tre patate lesse Lasciate su un piatto di plastica rossa. Coste non più verdi preferiscono giacere come tossici in scodelle d'alluminio tipo cane; poggiata sul linoleum [a mo' di scorcia di rettile la Scomposizione d'una pelle di salamino, sparata in rimasti di Sguardo Sgranato. Aria di Polvere da una fossa di tappi di sughero, Strisce d'unto Briciole. Piastrelle lerce. Una lampadina, vivace, e una fioca Un calendario. Un rosario, appeso. C'è la Cucina di chi si trascina, c'è il Sapore di chi ha Rinunciato

... C'è odore di bruciato e ruderi di lardo dentro a una padella seduta nell'angolo, ogni fornello si porta un pentolino di Croce con due pezzi di cose diverse Disperse in liquami assai torbidi: parrebbe un offertorio osceno, rancidume mimico di minestra antropofaga non c'è Cibo veramente Serve Solo a Segnalare [l'abbandono.]; come fiume Fetido. ributtato da un cascante, sovrastante Vulcano: la suppellettile, la Solitudine. Il Giorno che passa, per questa signora, dopo ogni giorno [Provo pena, per lei, e provo un grande ribrezzo per me.

Il frigo m'annienta davvero ed è Stracolmo e niente è buono ed ho paura di toccare, mi sento privato: m'hanno tolto la Cucina! E non voglio violare la scelta d'aspettare, di Lasciare, Non Toccare. Adesso la fontina bio che ho comprato, le banane equosolidali e quella bella Marmellata sono lì, dentro, a combattere È Già Persa. [... Sotto lo sforzo, della Lampadina/
ed io penso, smarrito, a cosa fare.

Avrebbe potuto essere il mio primo pasto cotto in questa casa, ma non lo sarà Mai.
Mi manchi, mi manca Vivere con te; mi manca essere giovani nello stesso posto e m'intristisco.

tuo, tuo*

Il Risotto Abbonda/

Di questi Quattro "Grandi Ristoranti" se ne salvano Uno, e Mezzo.

La Manifestazione, collaterale a Identità Golose, è nel Sabato 30 Gennaio e apre a "il Marchesino" di Piazza alla Scala. Ognuno presenta un Risotto, di beneficenza Vestito - il ricavato, sarà devoluto, all'Associazione Il Pane Quotidiano. Donazione dai 5 Euro, varrà la pena.

E così è ora di Pranzo, e in questo posticino semifigo diventa un Tripudio di FastFood mimetico in milanesità: il risotto - ma scherziamo? È un piattino cosparso a Palline Fritte di riso ammucchiato: nei giorni precedenti, avanzato; così si direbbe dalla Consistenza, Inconsistente Sfatta che Appiccica il Palato - così sono questi shottini di Schifo che neanche da Spizzico. La supremazia dello Zafferano, comunque Buono, è annichilita dall'aspro rifritto e Bisunto. Molto Deludente. Voto 3,5 Giusto per la Voglia di Aprire la Teoria.

Gli altri tre locali che si stanno impegnando, lavoreranno tutti dalle 17 alle Sette: Trussardi alla Scala, dirimpettaio dell'Inauguratore; il mitologico Savini e il Park Hyatt.

Nell'ordine, proviamo:

Trussardi alla Scala. Nell'ambiente del Lounge Bar bello - scopriremo American, con classe inventiva; l'équipe di Berton si propone lanciata alla nuova Versione del più classico "al Salto" dei dopoteatro - con tre Cozze succose al Vapore, purea di zucchini e sua Chip. Entusiasmante, la consistenza della galletta di Risotto è perfetta e per nulla spersonalizzata dagli abbinamenti, il sapore è assai Netto: la materia prima, d'altissima qualità Veramente, l'assemblaggio Per Nulla pasticciato. È un'abilità nitida nello stabilire degli accoppiamenti che Mantengano l'Identità delle proprie componenti, lasciando quasi liberi di Sentire i Sentori, i Sapori dissociati o di Giocare. Con l'Intensità. Equalizzarsi. Sfumandoci in bocca un po'la Tavolozza l'accompagniamo ad un Cocktail Speciale, si chiama Supergrass [e quel gruppo, musicale, dei '90? Divertente e ci suona Lo Stesso - ch'è fatto di Té Chai Kousmichoff, Fernet e Prosecco.
Una cosa di Lusso mentale, e due zest di limone che spingono l'Erbaceo nel suo quasi Analcolico a godere un trionfo di Sesso sul Prato o alla Spiaggia, spruzzando l'aroma diretto nel naso a Chi Beve - di quando l'odore Esplicitamente si fa Sapore e gioia, appoggiati un po' tesi sul bordo dell'Highball.
Voto 8,5; con bonus di Un Punto per sala e Birre/Vini/Cocktail in mentalità "Aperitivo Essenza". Peccato: il servizio, più Approssimativo che in effetti Informale, e a tratti pure Scorbutico; ma chi siete? L'adolescenza metropolitana, il Bisogno di Sentirsi Grandi.

Simile ragionamento ci percorre presso il bar del Park Hyatt, dove il savoir-faire Non Passa Facile. Personale di sala dagli atteggiamenti tanto Snob quanto di Provincia Medioborghese preludono ad [Un risotto alla Milanese classico, mantecato all'ossobuco, con ristretto di Vino Rosso dal sapore delicato e molto buono, ma totalmente

crudo.

Bah, voto 6 - e chiudiamo con Savini, il Principe del Blasone che bistratta ogni aspettativa su livelli Vari.
Livello 1: Savini promette su carta un Risotto con Tempura di Midollo. Nessuna Tempura e molto probabilmente Nessun Midollo, ma mentre fingo lo sguardo Spaurito di Quello-che-Non-Ha-Capito e poi chiedo: dove siano le mie gioie del Fritto; rispondono vaporizzandomi Di quanto sarebbe stato un problema servirlo così, a Così tanta Gente" e alla mensa, dell'Oratorio, certo è normale. I due giovani sous-chef al servizio hanno l'aria di essere Totalmente Depilati, tanto fuori quanto dentro. Hanno quell'aria: affiorata su un sorriso opaco di pezza. Il mio, di sorriso, è Bastardo e volto le spalle ringraziando alla Strage, con il piatto in mano, ma nel frattempo/
Livello Due. Il Risotto di Savini non è un risotto. È una Minestra Slavata e Scipita Servita da una brasiera alla quale i due giovanotti senza pelo aggiungono Acqua Calda (foss'anche brodo, ma è irrilevante) da una brocca. La vista è una pozzanghera, Il NonSapereDiNulla è alleviato da un fondo bruno appena discreto che quantomeno incrementa di un buon Quarto d'Ora i tempi impiegati per la preparazione di quell'immondizia stampo Knorr. Voto 3 per onore ai Meriti Storici.

Torniamo a bere da Trussardi, e ciao Milano

domenica 31 gennaio 2010

Deity

Appena possibile aggiornerò, cancellando questa bozza.

Ti basti sapere, che ho fatto una Risottata in quattro grandi ristoranti di Milano; che la sto girando tutta, sto provando ogni locale e le Mostre di Roy Lichtenstein e Stev McCurry e - per la prima volta in Italia - ho bevuto una Westvleteren che è un po' come l'Apoteosi di TutteLeBirre Del mondo.
Qui, dove sono Adesso.

In tutto ciò, non faccio altro che Pensarti - e non c'è distrazione ma solo Più Concentrazione. Verso Te, che sei l'unica che sceglierei per Dividere tutto questo Bello.

Ti amo.

G.*

venerdì 29 gennaio 2010

Milano.


Ti piacerebbe, questa casa. Piena di cianfrusaglie e dei bar della mala anni’70.

Respirando un po’ di Poliziottesco [Esco. Mi riempie la Linfa Grezza di cose da Scrivere e il rumore, rumore di Metro; quando lo sguardo s’incastra negli scioppati e nel Crocchio di Cracker tra Denti da Latte – di cuffie e di Libri e di guanti di pelle su Mani di Mostro un po’ yuppie un po’ Pd. di bambine che stringono Mamme Impiegate e tra Dita un biscotto. Di studenti che provano a parere etero di fronte a studentesse, etero. Di pelli disfatte dall’acne, bianche e nere, in via Sarpi più gialle, altrove Meno. E si muove, il vagone, veloce e s’arresta Tutti barcollano, sbronzi, d’Ebbrezza, di Pista.

Oh Gioia Futurista?

Mi sento, con tutte le valigie, un po’Terrone e Felice che espongano Lichtenstein in meraviglie d’eventi Privati, mi sento Euforico di vivere e Lavorare dentro La Città [Milangeles, mi diceva dicesse Un’Amica; Manlio Ma NO CheStronzataHahHaHhha Rispondo. Ed insomma

Milangeles, dove il brutto ricordo della Stazione Centrale s’apre su un Piazzale grigio lava e Luminoso e Inquinato – Duca d’Aosta – di Promesse, di Messe da Requiem del passato Remoto [l’apogeo degli Ottanta rivestì come Carta Piombata lo spirito in Caffè e le risposte ingegneristiche, industriali della prima ‘900. Con Promesse, lo erano anche quelle; spero non siano Compromesse anche per me che sono nuovo; Pure! Di già. Milano non fare la bugiarda, rispettami. E diventa la strada Fabio Filzi, ed il chiosco Blindato uno Spazio Monitorato la fobia affascinante [dei Tram, della Gente] il Piccolo Teatro – il teatro Nuovo, in cui sono un volto interessante e anche Poco: come Tanti, e tutti poco.

Mi sento un po’ come Marcovaldo a girare nelle città invisibili, sopra una sciarpa che Non Esiste e l’unico a ridere – sarà ingenuità? – in mezzo alle persone. Se vogliamo trascendere lo stereotipo metropolitano, però, un sacco di gente ricambia i Sorrisi e sostiene lo Sguardo [La bambina, i denti. Gli occhioni] ma Forse, venendo da Bra era impossibile: fare di Peggio.

Le facce più intriganti del momento, ad essere sincero, sono quelle slavate degli sbandati quarantenni – gli abitanti del quartiere, come ovunque – che frequentano il bar videopoker sotto casa, quelli sfatti dal lavoro o dalla Leva che li vide machi e aitanti, quelli delle operaie della Vodafone e delle troie di qui dietro. Chi sono i milanesi più meneghini? Ambrosiana Bottana o Bottarga d’Imprenditore, Salamoia di futuro decrepito come la TV Italiana, Comunismo di Fede. Paradossi al Parossismo, ma sarò turista, sarò colto ed ignorante Esploratore, esploro casa e Cassetti, Crepe e Cessi con Cornici Gialle, Vedrò.

Ti piacerebbe, questa casa. Vedrai*

giovedì 28 gennaio 2010

Mi manchi Tantissimo [...] (e poi, e poi, e poi.)


Mi manchi tantissimo.

Perché sono all'Arpino!

(...)

Sono un inscenatore di delicatezze, osceno

ma ti amo...

La mia vita Scema.

*

mercoledì 27 gennaio 2010

Ripartire. Finalmente

Non ho potuto trattenermi. Anche tu parti, e stavolta è Milano, per davvero. Mettimi in valigia! E portati due arancini, non si sa mai ti diano solo risotto e cotolette.

Tieni ferme le bestemmie, ci sono modi migliori per abbassare l'empireo.
Always South

Daniela

martedì 26 gennaio 2010

Afterhours


*Questa è una giornata Scritta del cui pomeriggio avrei voluto Bestemmiare

ma sono impedito da un pudore di fondo che m'impedisce, nonostante gli Sfregi,
d'interpretare tutte le fedi smentite da atti [Come un pulcino che rompa un guscio d'uovo e irrompa Mefitico all'aria - eppure si subodorava]

come mie pecche d'ingenuità: Preferisco, e sempre, credere Nella defaillance momentanea del Mondo [Intorno. Non mi piace rileggere la Foga e Riscoprirmi Incattivito*



Sera.

Un viaggio di ricerca non è esplorare nuovi posti.

È avere occhi nuovi.

(Andrea Pazienza)

Te la dedico, ché tu possa vedere ciò che C’è. dove non c’è

Ogni volta che necessiti una sensibilità carnivora,

Ogni quando ne hai bisogno e vuoi far finta

di non essere Quel Senso di Speciale. essere con te/sempre.


lunedì 25 gennaio 2010

Karma Plantageneto


È il momento in cui diventa più improbabile essere Ancora, che Già svegli.
Sto soffrendo distrattamente, di una levità abnorme Probabilmente narcotica:
o dominata dal mio cielo in panne;

com'è bello appartenere alle vite di Plutarco!

...

"Si ritiene che in qualche modo i frattali abbiano delle corrispondenze con la struttura della mente umana, è per questo che la gente li trova così familiari. Questa familiarità è ancora un mistero e più si approfondisce l'argomento, più il mistero aumenta"
(Benoit Mendelbrot)

Allora vibro intero e piango perché quel signore ero io.
Che sono ancora umano

sabato 23 gennaio 2010

E gridarono Terra

Questa è la storia di due naviganti, che partirono per lo stesso viaggio. Uno era sereno. Aveva le mappe, ma più che le mappe, aveva fiducia. L'altro non era mai stato davvero per mare. Aveva viaggiato, ma quel mare, quello specifico mare che i due assieme solcavano, quello era nuovo e sconosciuto, per lui. Era irrequieto. Quest'ansia se la portava appresso nella stiva, e pesava sui legni e sul viaggio. L'altro notava, e stava in silenzio. Non che se l'aspettasse, ma fu come lo spavento del tuono dopo il lampo, quando il compagno gli disse: io prendo la scialuppa e vado a vedere. Nell'altra direzione. Lo lasciò andare. Come si guarda andare qualcosa che non si muove di un moto verticale infinito, non come vederlo precipitare. Lo guardava andare verso l'occaso, la scialuppa che se ne andava alle spalle, l'avrebbe legata alle funi, per sentirla ancora vicina.

Sapete, la terra è un globo.

Fu una sorpresa, bagnata da un'alba, vedere la scialuppa venirgli incontro. Il diffidente aveva dovuto circumnavigare quel mare- perchè non aveva fiducia. Eppure era quella, quell'unica nave che aveva lasciato, l'unica cosa che davvero stesse cercando.
Festeggiarono a gallette, perchè altro non ce n'era.
L'acqua salata, sembrava più dolce.

venerdì 22 gennaio 2010

Heartless News Takhykardia


Questa cucina non è neanche mia.
(Fred Buscaglione - Guarda che Luna)
le vuotezze della casa vacante ripetono i versacci
delle mie Precarietà

e mi Risuona il cuore in Gola la carica
(ad una velocità, di marcia pulsante, in grancassa)
del Mistero di ciò che tu ancora non m'hai detto
(ma ho saputo dall'aria che ululava)

La tua mancanza, e Gli Incubi; i nostri Sentimenti Insistenti
Da lontano non tengono

Appiccicati con lo sputo come Pezzi di Carta
Sbavati a Strisciare giù lungo una Lastra di Vetro

Amor Verdadero



Spero che un giorno dalla Montagna

tutte le maschere si stacchino dai fianchi con gran suono

di detriti Scivolando.


Quando l’ultima crosta – come lo smalto ricopre il dente

sarà Frantumi piano dal suo Apice, svestendo


io vedrò la Montagna alla base dell’Arrampicata;

e lei sorridente di timore vedrà me.

mercoledì 20 gennaio 2010

ch'Essenza *

Quando non ci
sei gli spessori di Felicità si perdono tono.
rubati del fondo armonico, e del motivo Presupposto [la Sostanza
della Carne, come:
Essenza

che colore trattiene nelle Fibre una Cravatta d'Hermes, Arancione
se non possiamo guardarla dalla stessa Finestra [e Toccarci, la seta.
Spartirci... il sibilo scivoloso dagli occhi miei nei tuoi occhi Perché
... diventano le Liriche che ci hanno intrecciato i visceri
due bugli di canzonette
e la Luce del pomeriggio
troppo
ghiaccia e la birra, Senza Storia - né ha racconto, scende muta
senza fare la Ruffiana?
ch'Essenza.
Come possiamo, non pensare le stesse cose; nell'oceano tra due Terre
ch'è soltanto [e niente d'Altro; che una bolla flottante, e Dolcemente.
Esplosa.
di pensiero già in virtù del gioco all'Anima...

Lui, ch' È, senza


Ormai sono mie cose minuscole che non ci siamo mai detti e sappiamo. Credimi, ho bisogno e
tanta fede

lui, senza *, che È.

martedì 19 gennaio 2010

Si chiamava Sì.

E in questi giorni di Am'Dam - ma lo scrissi a Middlesburg; lo Recupero, Sì è la Speranza della Morsa allo Stomaco, Sì è l'Asfissia Felice - Sì. È una promessa. E la Risposta alle Domande che mi fai. Ti bacio



*



“Sì, ma per fare quelle cose è necessaria la perfezione degli spiriti sottili, e tu non sei uno spirito sottile. Sei uno spirito robusto, nobile quanto vuoi, ma…!”

“È vero. Ma alleno soltanto il mio senso del bello”, rispondo alla Collegiale.

Io che adesso vorrei avere un quaderno di carta riciclata per appuntare a penna questi colori caldi di candela.

Vorrei sempre essere tanto brillante, con un intuito così forte… Da lasciare in silenzio le persone con cui parlo. Vorrei sempre l’illusione che duri: un momento per andare in apnea, l’apnea senza tempo, per non calcolare il futuro tra le possibili deviazioni. Mi piace quando metto musica così fine, una dopo l’altra senza senso, ma con sentimento. Mi piace quando parte una canzone a caso e sentire che è quella giusta, come quando pensi a un nome che non ricordi e lo perseguiti fino a sfiancarlo, per poterlo assaggiare. Lo baci su un tappeto di foglie secche. Mi piace quando fuori è silenzio e case basse. Mi piacciono le camere d’albergo grandi con quattro letti che si guardano, danno l’impressione che esista un mondo con una barriera in meno, e una dimensione in più; rispetto a quelle doppie schifose che ti sbattono il muro sul muso. Magari, se si tratta di un Hilton, non ci sono neanche delle belle finestre, e io non voglio spendere troppi soldi in lusso, finché sono giovane. Io non ho soldi! Vorrei tanto di questo Kashmir da poterci annegare, tanto di questo polline da cucinarci dei dolci buonissimi con… Daniela… Quanto mi manchi certi momenti! Molto più che in tutti gli altri, cara. Quando vedo un’insegna che ti piacerebbe, un negozio in cui entreresti, una libreria in cui sfoglieremmo tutti i titoli. Quando vedo queste boucheries tanto facili e sature di luce dorata di forno, e le botteghe di nettari da ubriacarsi, le conserverie coi tovaglioni a quadri e le scritte a gessetto. Ti penso infilandomi in un intrico di pali sui canali, scattando una foto, quando mi fermo a guardare i rosoni di ferro battuto e le teste dorate sugli architravi delle porte. Ascoltando qualunque canzone, ti penso, un modo lo trovo! Qui la gente viene da tutte le parti dell’etnosfera eppure sembra il mondo fra trent’anni, tutti lucidi e alti uguali come pupazzi in un plastico velato d’utopie. Stasera, associo cose slegate e mi dedico al pensiero laterale. Noi andremmo sui canali e ci sarebbe tanto vento, Dani, sai quanti bei posti per fermarsi? Ti penso in genere quando vedo qualcosa di bello, poi qui piove ed è un bel piovere, ché tiene fresche le rose rampicanti. Se annuso le dita sento il tuo odore…!

Sono grato a Dio di aver creato l’Olanda. Sono grato a Dio come ogni giorno, gli sono davvero grato per aver creato qualcosa.

Il latino, ad esempio

ma solo perché si può scrivere con suprema eleganza sui palazzi ed è divertente

bella (la Luna)

il Sole

oddio sento uno strano tremito dentro e mi piace

Between the Sheets.

Rieccomi in tempi, meno Sospetti, a parlare Tra le righe.

È il mio compleanno, quasi un mese che io e mio padre abbiamo Rotto

al Telefono è un Fervore nel Suffragio d’Avvocati e Cose Toste,
mia Madre – mia Sorella
Cresce Sempre ed io Aspetto

che lei compia 18 anni ed i suoi Raaacco! e le storielle in Mistolana, e l’Esame, di Stato e i Saldi buoni e i Francesismi e L’Occasione, di Proteggerla: ogni Giorno: Aspetto

che sia bambina del passato-

Il suo farsi di più Meraviglia, nella Strada che si Porta nella Voce; Aspetto, che Sbocci: come più le piace. Ed ogni nota fa sempre Giardino/

assisto.

*una Milano che non arriva.

l’Odore della Distrazione,

Libido La fiamma che vedo a lei [Dietro, di [Dietro le [Spalle, [Sdoppiata [Il mio

Stomaco Sofista, che pauroso… Uno sguardo dei Suoi per uscirmi -dalla stanza Buia, si proietta: “Officina del Mito”

Cowgirls, they just wanna Have Fun; Tu Pivello?

L’incostanza, fiducia. , Distanza

La Fede

ediltempo/ ediposti/ pervincere/ “Battiamoil-Tempoei-Posti!”; Ma io reclamo adesso. Il suono della mia Ingenuità. La forza accecata dei Credenti: reclamo le mie Dominanti, potenti Passate; Future. e Presenti, voglio. In un conato di vita essere il lume Sbagliato. Capo d’ala al paradosso della Duplice Natura. Sarò la Morte che non fa Paura, all’Amore; un Sofista Sognatore.

Il mio Stomaco Sofista, ma anche cinico e Inumano,

mi denigra ché ci Sento.

[…Signiruzzu, abballa, abballa: cà lu Chianu è Tuttu
d’o To’… Unni posi li to’Piduzzi, nesci Gigghi e
Basilicò…]

Credo in noi, ecco cos’è questo lancinante Sole…! Non ti peserà, le tue mani farsi Pugno e i passi Dentro, con buio e sereno Salmastro

Ti Cerchi/ mi stringi le dita e i baffi

Ti Cerchi/ il sogno che vince

Ti Cerchi/ il sogno che perde

In molti posti e molte cose Da Scoprire, noi, senza mai lasciarci Le Mani, senza sciogliere i Nodi degli Spiriti a Treccia. Non pretendiamo di Averci, Anticipato, il Futuro. E siamo soltanto Uomini, e crediamo. E siamo Sofisti e non c’importa una Se…

Santu Masi Tocca e Mania!

Rieccomi, in tempi, meno Sospetti, a dormire Tra le righe

domenica 17 gennaio 2010

Shibari Ma


[in mancanza di soggetti Legabili, e d’attitudini da Merovingio [in un sistema che si lasci… Plasmare, nell’intimo della sua Esistenza, con metafisiche tecniche, creare Biochimiche del Sentimento… Restiamo Relegati alla sfera dei Sogni

mi esercito con le torte. Oggi, un ciambellone un po’Sgonfio. Andrà meglio, per Solleticare le Voglie… Presto, ad aggiungere Ciliegie e Mine Erotiche – ché scoppino, sotto al palato, invadendo d’umore tutta la Volta, della Bocca, ché a sua Volta/

Credo d’aver arpionato il segreto della felicità dei Sofisti: ché l’essenza delle Filosofie, è la ricerca della Felicità anche in via della sua Negazione, nelle

Concrezioni delle cose Serene. Parrebbe, leggendo da libri di testo, che il Sofista non avesse interesse a farsi Felice oltre la sua spoglia terrestre, che fosse un Viscido Impavido Amorale Lucrativo Figlio di Troia/ e perché avrebbe quindi scelto d’essere Filosofo, e non ad esempio l’Amministratore Delegato della Juventus?

Soffre accademicamente Il Sofista, di una relegazione Concettuale Cronica al ruolo-personaggio di Plasmatore di Verità, com’è un avvocato di una Prostituta, che serva Cause Ignobili o Nobili; e ad estrema indifferenza. Come se ogni esigenza di lui si fosse fermata all'epidermide; Mi pare piuttosto però che La capacità di crearsi Felicità della logica Sofista, esista e Sieda su profonde basi spirituali radicate in chi interpreta e fondi la logica stessa: ché non potrebbe sussistere, un sistema di ragionamento complesso elaborato da un umano, senza un qualche ancoraggio emozionale, senza pathos né Estesi, senza tenere in considerazione fondamentale le ragioni del filosofo impunte nelle sue Carni, che a questi consentano di pensare monotematicamente e sistematicamente, con Costanza: gli Accidenti cioè della vita interiore quotidiana che Portano a Porsi Domande, la sofferenza, l’ingranarsi degli Ingranaggi ed il lento movimento Rugginoso: che causano, la Filosofia.

Penso che fosse, quello di quei Fraintesi dei Sofisti, un tentativo di coniugare un sistema Logico di stampo para-aristotelico alla Vita Vera; che fosse un modo Pronto di Pensare e quindi agire, non Soltanto più pensiero Per sé stesso, ma Esistenza che constasse Davvero per l’Uomo [di Consolazione alla vita: fosse da articolazione di beneficio del Dubbio, in aiuto all’uomo nello Struggle del Mondo Reale. Costui, nella libertà di sostenere la pari dignità d’ogni cosa e del suo opposto, avrebbe continuato ad essere capace nella progettazione dell’imminente futuro di Sperare nell’alternativa ai propri guai, e ad ogni alternativa avrebbe fidanzato la credibilità di un Alibi, una Storia da raccontare, agli sbirri della psicopolizia.

Penso che fosse, quella dei Sofisti, una piccola e confortante Filosofia Applicata del Niente è perduto, la messa in opera dei grandi Ideali dell'Iperuranio: il che, farebbe dei Sofisti i filosofi più eccezionalmente Utili al quieto vivere terreno.

Non sia quindi, credo, la natura del Sofismo quella di Fare discorsi per gli altri né Fondare, la propria dialettica, all’Illogico Parallelo soltanto per Passione di mentire: ma tragga questo radici Profonde nelle Insicurezze del filosofo… Nelle ragioni stesse della Filosofia, nelle domande originarie; per sfociare in una giustificazione sempre valida alla Speranza: il Sofista si Parla delle Proprie Paure di Nulla o imminenza e le Nega, trovando ad ognuna di esse uno Sposo, risoluzioni d’Antitesi che rispondano a logiche veritiere quanto (più. di) quelle che al problema – al nodo – lo hanno portato, per mano, nel bosco. Portato.

Il Sofista, spaventato dall'inconcepibilità dell'assurdo figurato in tragedie ed in Beckett di fronte alla sua pur illuminata Memoria, trascende il mistico casuale e, Nella contemplazione realizzata ma Non rassegnata della propria umanità, si accoccola nel suo calcolo probabilistico qualunquista: per cui A sarà possibile e parimenti sarà B: e B non è A ma se fosse A, A sarebbe già A: oppure B… Chissà? Le pari opportunità aleatorie, l'imminente Esistenza equipollente di tutte le cariche elettriche opposte e quindi Neutre, anestetizzano il Pericolo in Placenta. Ed è al sicuro, il Sofista, nell’ovatta del Caos; lui vive Tranquillo – nell’indecisione Tremenda che Conforta, e distrae come Divertissement dalle Noie del Reale (quello che si tocca, lui lo sa, che è reale): nell’attesa, che accada, Qualcosa. Qualsiasi ed

io, che neutralizzo ogni Threat con un soffio di Possibilità,

con l'innegabile Ottimismo - ma accade, anche il contrario/

Sono Innegabilmente un Sofista.

sabato 16 gennaio 2010

Quando il Buongiorno si vede dal mattino

dall'altra parte c'è una persona che Quantomeno è uscita di Senno.

Bastano, due parole la Codina di un Sentimento
e la musica
*

[Tortoise - The Taut and the Tame]
[Mos Def - Twilite Speedball]
[Creedence Clearwater Revival - Suzie Q]
[Max Romeo - My Jamaican Collie]

And he died with a Felafel in his hand/Lowenstein, Richard

Minestrone. Frittata di spinaci e patate. Fondue Bourguignonne, forse; Renette al forno in Caramello di Cannella

dedico è tutto tuo, è tuo, mi manchi *

Tienti Stretto

Tienti stretto -a..re
Si salta!

Mi hai sempre preso per la mano. Siamo andati in tanti posti, così stretti.
*
come i grani di sale, di pepe
come il segno di pennarello sulla pelle di un bambino




Hallelujah

…Oppure sarò solo straordinariamente intuitivo.


Vagare a trame nel mondo c'illumina se a tastoni, ne riusciamo a capire

¶le connessioni

Flotti tu sulle mie stesse profondità?


Hallelujah siamo in un film Saremmo

un ottimo soggetto per una commedia, pessimamente, intellettuale!


però

È l'alba rosa sulle colline quando m'insegni a parlare al telefono






questa notte questo letto è casa mia.

Una frase finale un solo Punto. nero, come un grano di sale