MILANO - MISSOULA, FILO DIRETTO DELLE ANIME DA NON PERDERSI

Pro Memoria.

Pro Memoria.
rosaerosarum

Noi che non ci separiamo.

Mi-MI è fatto da due persone che esistono in Mi(ssoula) e MI(lano).

Missoula è nel Montana dove ci sono le vacche
Milano è dove sono le pecore e i maiali.

Per la cronaca, la sigla aeroportuale di Missoula non è Mis, ma MSO: eppure, s'è optato per Mi-MI perché è più bello e Metallurgico.
E per Mis-MI s'è optato - non notato - nell'URL perché suona come Miss Me e ad una delle due persone piacciono da morire i messaggi subliminali: all'altra, probabilmente, invece Pure/

martedì 30 marzo 2010

Ho scelto. Io mi suicido


Io mi suicido oggi.
Non sto scherzando

Mi fa SCHIFO che la terra in cui sono nato sia così STUPIDA e mediocre e gretta e indifferente e non si curi del proprio Patrimonio del Passato né soprattutto del Futuro e confidi in mano a Cristi Satanisti dilapidanti la sua Lingua l'Unità la Costituzione Che sia MORTA

e schifosamente ignorante e qualunquista
e disperata. La Lega Nord che cantava Bruciare il Tricolore. La Stessa, lo Stesso partito, la Stessa gente, gli stessi Zotici ingrezziti da una Vita nelle Valli a guardare il sole sorgere e tramontare senza chiedersi Da Dove né perché e cucinare povertà nei paioli di rame RAS-SE-GNA-TI - e l'importante era solo il Padrone

io non voglio
ho paura
sai, il regime
sai che Borghezio alle conferenze con i neonazi in Francia spiega l'infiltrazione politica [dichiara: Dovete Fare Così. Dirvi Popolari, per poter fare i Nazisti. Dovete affezionare la gente ai simboli, creare mitologie per fare i padroni delle coscienze dei più invertebrati, fornire sicurezze contro Minacce ben fondate e salde sulla debolezza di una cultura depressa. E inesistente. Sulla xenofobia data dalla repressione del senso umano che è Scoria Vigente e Manifesto

Sai che se ci fosse una guerra mondiale l'Italia sarebbe uno degli Stati che fanno pulizia etnica? È già iniziato, l'odio verso l'immigrato. Una condizione di crisi sociale Emozionale ed economica lo legittimerebbe. L'Olocausto. E sono gli stessi che parlano di Clima d'Odio davanti alla Satira.
... Sai che ci troveremmo cooptati a combattere per la Lega? Fazzoletto verde o la purga, stuprato Appeso e fucilato. Contro Roma Ladrona. Così patetici che vi manca pure il Fascio, il vostro Simbolo un Carro di Buoi mutuato da che era gesto d'orgoglio e Libertà - ne avete preso solo il Giogo, voi Merde, voi Ignoranti e sciatti infamatori Bastardi Schifosi

ma

... Sai che le persone non se ne rendono conto?
Sai che questi germi di paura dell'altro ci sono in mio padre, in mia madre, nei miei colleghi, nei giovani guasconi all'università, in un sacco di gente che in faccia diresti Normale?
Sai che si Respira e non mi sta bene perché mi Soffoca ed io farò qualcosa di eclatante ledendo me e gli altri? Non lasciatemi morire invano.
Pubblicatemi nelle coscienze, insenatemi nelle notizie, ricordatemi quando Vi chiameranno a votare gli sgherri dalle campagne - ma senza morale né buon senso contadino - alla Presidenza. Insorgete!
E voi, gente rustica ma vera, non lasciate che s'infanghi il vostro buon nome! La polenta delle Nostre Valli suggeriscono a La Russa, ma Nostre di chi? Zaia ci ha venduti alle multinazionali e Nostre di Chi, Italiani, Ribellatevi se volete bene alla vostra Identità. Smettete le abbreviazioni da SMS. Riscoprite la vostra cucina, la vostra arte, la vostra moda, la vostra tradizione, il vostro tempo, la vostra terra, il vostro diritto a ribellarvi, riscoprite la vostra lingua, scuotetevi da questo torpore! Perché vogliono separarci, tra noi e dal mondo! Rileggete la Costituzione e riscoprite l'Italianità una e sola, fuori e dentro dai suoi luoghi comuni ma con Aspirazione a che questa sia Giusta e reale! Non illudetevi, che niente cambierà, ché siete comodi così: perché tanto, è già cambiato. Quindi

Agite e riscoprite l'Italiano come Persona e come Lingua, prima che sia troppo tardi

perché

Sai che in Parlamento ci vanno persone che non conoscono i congiuntivi. Sai che Cota non sa neanche un cazzo di com'è fatto il Piemonte?

Sai che Renzo Bossi è stato bocciato per tre volte in terza liceo. Sai che prende venticinquemila euro al mese.
SAI CHE ALLA GENTE NON GLIENE FREGA UN CAZZO?

Di quest'ignoranza struggente.
Mai quanto in questo momento ho desiderato di morire.

LA LEGA è il mio incubo che diventa realtà. L'esatta simmetrica opposizione di ogni mio ideale. io ODIO. Inizia la resistenza e inizieranno anche le purghe. Io ODIO. Ucciderò se non mi uccido. IO, ODIO. ODIO. ODIO. ODIO. ODIO. Amo questo suono e questo senso IO ODIO

ALZATI ITALIA

lunedì 29 marzo 2010

Felici noi Smontiamoci



Tra scale mobili piste cascate di spettri sfocate

Smorfio e Smorfio la predica Predìco ma non friggo

Sono inatteso a cercare qualcosa che sappia la sua


perfezione



Sono in attesa della bohème della sciarpa

Di un posto scaffalato Della mia ovulazione di un cestino

Asfissiante

D’amore d’amore e devozione e fedeltà e bombe a mano

domenica 28 marzo 2010

Aphrodite è come Dio, solo più bianco


l'aria avvelenata

l'acqua avvelenata

l'anima avvelenata

mi sento libero
sono nella dancehall

la gloria avvelenata.

Il mio bagaglio di fedeltà così sincero
da fare l'ingombrante

mi stringi il cuore
mi stringi, il cuore

voglio te. Mi stringi il cuore.

mercoledì 24 marzo 2010

Prima v'era


Erano due anni fa precisi a quest'ora, la sera in cui si rubavano i baci.

Se si può dirlo senza indispettire la tua coscienza libera di donna- allora auguri. In qualche modo

e nel modo in cui ogni giorno t'aspetto.

*

lunedì 22 marzo 2010

Efficienza

Farei a meno dell'idea dell'efficienza borghese. Mi piacciono le strade storte, le pause lunghe, le maniche corte.

(letteralmente, da un sogno)

sabato 20 marzo 2010

Più di quando non trovo gli occhiali



Potrebbero essere i Dieci Giorni più lunghi della mia vita. Mi manchi

mercoledì 17 marzo 2010

Le cose impigliate. Un distillato



C'è nel mio collo di toro un vapor
di figure, trame senza ancora parole.
C'è un timore spanso che non si condensa
in paure

mi accechino bene, calde, le tue mani
dicendo l'amore che a me non sai dire.

martedì 16 marzo 2010

Gradirei un Cordiale

mi spiace aver troncato la conversazione, anche se troncare, dopo averne tanto parlato, non è il verbo giusto. Dovevo andare, stamane. Ho continuato a pensarci, parecchio.
Finisco di dire in questo spazio pubblico privato quello che è rimasto impigliato in me.
Innanzitutto, mi dispiace. Di aver parlato anche troppo, pensando anche meno.
Poi: sono d'accordo che l'amore curi, che faccia stare bene. Che ci renda anche migliori. Avrei mandato tutto a fanculo molto prima, in questo posto, senza di te.
Da qui: le relazioni si costruiscono tra persone e persone. La tua insoddisfazione riguarda te- Una relazione può aiutarti a sopportare, ma non provoca il cambiamento. E' come prendere sperare che un antidolorifico curi il male.
Se quel posto non ti piace, Gianni, è molto più facile fare qualcosa per cambiarlo, anzichè aspettare ch'io torni. Perchè anche al ritorno io comunque non sarò lì. Ed è più maturo tentare di migliorare uno stato anzichè semplicemente aspettare che passi.
Ora: è vero, esiste un'anima. E probabilmente con molta meditazione potresti anche arrivare a sbattertene del tuo ufficio cubicolo e delle otto ore di strazio. Può essere. Ma se non arrivi a quel livello, allora spiegami come puoi sperare che le cose migliorino solo pensando alle cose stesse.
Mi spronasti, due mesi fa. Io ora ti dico lo stesso. Hai due mesi per costruire una vita che ti piace. Pensa a cosa vorresti fare per stare meglio, e fallo. Vai in piscina. Iscriviti al circolo dei Post Bohemien. Vai in librerie minuscole a fare letture di poesia in fronte a quattro donnine esterrefatte. Arruolati in un torneo di Scarabeo. Fai il Baby- Sitter, il Dog- Sitter, il barista, dai ripetizioni di latino e greco e Inglese, magari. Trova un corso di assaggiatore di birre.
Del resto io ci sono come ci sono stata fino adesso e come ci sarò fino alla fine di questo buffo intermezzo. Avrai più conforto, e spenderai di più in telefono, ma non vedere in me l'antidoto. Io sarò il balsamo, e non vedo l'ora di stringerti.

sabato 13 marzo 2010

Le Reciproche


Avrei detto lo stesso di te. Un weekend impegnativo, la vertigine, il Soggettivo.
Ma adesso ti scrivo dal Tram che mi porta, gratis, dentro tutta la città: è diverso dalla metro, le panche di radica laccate, le leve, fanno sentire che qui transita l'umanità. La meccanica, commovente rimasta ad un allure novecentesca, è stata modesta nel capire qual era il suo posto. Ci sono anche i cani e la gente che non ha fretta, un bel po', al Sabato sera.

Oggi sono stato in fiera, e ho comprato una birra di cui devo averti parlato: ne parlo sempre, della VuDu, figuriamoci se non te l'ho detto, ché sei la ricettatrice dei miei desideri, delle cose più belle, dei peccati Per nulla sporcati.

Per il resto, la fiera non era per nulla male. Ma tra i baracchini fricchettoni, non facevo altro che pensare a te.

Ti Bacio

dentro una biblioteca, davanti al Duomo e lungo Via Torino*

Biblioteche

Io amo le biblioteche. Il silenzio morbido che hanno, sono quasi un rifugio. C'è un mondo fuori pieno di vento e rumori.
Dove sei finito? Immagino un fine settimana impegnativo. Io sono stata vittima di un atto di idiozia autoprocuratomi che ti farà ridere un bel po'.

Il telefono senza fili mi faceva impazzire. Ero convinta che le persone storpiassero volontariamente le parole. Non conoscevo ancora la vertigine della soggettività.

giovedì 11 marzo 2010

Il Telefono Senza Fili


Ci giocavi mai, al telefono senza fili?
Mi fai piangere.

Parlarsi diventa così esiguo Senza Fili
Non poterti dare un bacio quando mi prendi in giro, mi critichi o mi rimproveri.
Non poterti lavorare accanto né lasciarmi guidare.
Io mi chiedo se lo senti, se inizierai mai ad amarmi.
Preso nell'idiozia di queste domande che non si possono fare
(perché sono cose che non si parlano, né coi fili e neanche senza)
Ci scriviamo, e quando te ne vai all'improvviso, non ho trovato ancora il modo
di arrivare dietro alla tua poltroncina per darti un bacio sul collo

ed essere con te, tutto, e riprenderti con me

e Mi fai piangere.
Non vedo l'ora, che torni, Non vedo l'ora.

*

Take the Power Back


Mattine Mi lasciano Amaro

di mandorla Fiele Ribello il mio corpo Filato
al Motore di Macchina - Rabbia, contro di lei:
WeGot toTake thePo-werBack!

aspetto una mail, e non c'è.
Non mollare, adesso.
*

mercoledì 10 marzo 2010

Nothing but the girl

Like the desert miss the rain.
Mi viene in mente quel video così anni '90 e quel senso di assenza profondo, il freddo dentro. Mi sei mancato. Giorni duri. Ho bisogno di parlarti, per stare meglio.

Non Arrivi


ma ti
penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso, ti penso.

Io riuscirò a farmi amare, da te. Tu sai farlo. È notte e me ne vado, ma ti

amo, ti amo, ti amo.

*

sabato 6 marzo 2010

il Dio Meringa


La giornata è troppo Splendida, per non essere un riscatto.
Montagne su sfondo dipinto di Blù com'è il Cielo Lontano dal Nero: Milano.
Non le ho viste mai, così nette e vicine - di cine, Città, mi sembra, qua.
con il vento è
lo sfondo, e

Fare la spesa al Mercato è una goduria. La meteoropatia gratificata
s'unisce alla Brezza di Vita sopra le braccia nude.
La Luna è rossa e calante, la guida sopra le vigne, tramonta e si rialza
Come essere bambini, da solo, guardarla e Lasciarsi portare... Dov'era proibito, senza
timidezza.
E quando la cerco e non c'è Non mi abbatto, si fa corteggiare come piace a ogni cosa, si nasconde, ed allora le piaccio - è per questo.

Benvenuti a Bra Felix. Sentitevi rigogliosi.

venerdì 5 marzo 2010

"ricordarsi la Poesia



Amando

Il mondo s’è spalancato

su un’infinità di grazia

Ed adesso ho paura.

Sono proprio come gli altri.


Amavo te

Il mondo si spalancava

Su una violenza reale:

quanto è crudo amare

mi lascia spirito e non spazio.


Ti amo

Dove ho messo le parole?

Io non sono più perfetto.

Perfezionami, promettimi

Ti amo. non ti tradirò

in questo mite vuoto

In una sera in cui aspetto di non aspettare più, nel mite vuoto del silenzio.

Amai trite parole che non uno

osava. M'incantò la rima fiore

amore,

la più antica difficile del mondo.

Amai la verità che giace al fondo,

quasi un sogno obliato, che il dolore

riscopre amica. Con paura il cuore

le si accosta, che più non l'abbandona.

Amo te che mi ascolti e la mia buona

carta lasciata alla fine del mio gioco.


Amai, Umberto Saba

(ricordarsi la Poesia. Nuove lune)

giovedì 4 marzo 2010

Aceddu nta' la argia, canta o pp'Amuri, o ppì raggia.


Oggi canto contro canto contro la malinconia oggi spingo contro il piombo e

datimi un pupidduzzu ca mi fazzu la via, datimi un pupidduzzu ca mi fazzu la via

oggi la malinconia è lotta e

datimi un pupidduzzu ca mi fazzu la via, datimi un pupidduzzu ca mi fazzu la via

Stringo, l'affetto, che posso, al mio pasto, al mio pane.


de Alto Cedro voy para Macané
luego a Cueto voy para Mayarì

el cariño que te tiengo
No te lo puedo, negar.
Se me sale la: babita...
yo No lo puedOe-vitar.

de Alto Cedro voy para Macané
luego a Cueto voy para Mayarì

Cuando Juanica y Chan Chan
en el mar, cernían a-Rena:
como sacudía ... El Jibe...
a Chan Chan le daba, pena.

de Alto Cedro voy para Macané
luego a Cueto voy para Mayarì

Limpia el CaMiNo: de pajas...
que Yo me Quiero, Sentar.
En aquel Tronco, que Veo:
y así no Puedo: llegar.

de Alto Cedro voy para Macané
luego a Cueto voy para Mayarì
de Alto Cedro voy para Macané
luego a Cueto voy para Mayarì
de Alto Cedro voy para Macané
luego a Cueto voy para Mayarì

de Alto Cedro voy para Macané
luego a Cueto voy para Mayarì

de Alto Cedro voy para Macané
luego a Cueto voy para Mayarì

de Alto Cedro voy para Macané
luego a Cueto voy para Mayarì







... Non mi avrete mai.

*

martedì 2 marzo 2010

Mafaldina cotto e scamorza

L’editoria non mi piace perché l’editoria se ne frega.

In quest’azienda che mi spiega cosa sia, l’open space ipocrita dove si sussurra dietro i paraventi ed in faccia si salutano, e a tratti schiettamente sclerano senza dire mai affanculo: resta solo da guardare, ché mi salvano, me

…e da essere scaldati dalla mediocrità delle cose fatte a caso che già aleggiano qui intorno: nei pullover mistolana nei riscaldamenti, nella televisione e nella mensa animale, nelle punte multiple del massiccio grosso di ghiaccio che saranno tutti i libri fatti male – ché il consumatore, che si fotta; nella loro inadeguata inesattezza – ed è inumano

davvero, inumano, Restare a Friggersi il Cuore con il caffè e la sigaretta senza un motivo, senza poterle dare aiuto, alla mia idea di qualità, mi nevica del grigio dalla testa

e mi rifiuto. Pranzando da solo. Tuona il mio rifiuto (e non si nota) all’amalgama di questa medietà riflessa nell’organico ballerino – le sue facce milanesi impagliate

…nella forza d’una sociopatia sempre meno strisciante io mi faccio un po’ eremita e non mi accorgo: che non voglio condividerla, quest’aria da schizzinoso, vergognandomi dell’individualità e dello sfregio

[della intelligenza]

dove il silenzio è ognuno sciolto a velenetto nei bicchieri di plastica caldi di rumore, di fervore, di chiacchiere e biascicare: dai pianti della cassa integrazione si leva la soglia residua d’umanità che mormora e diafana dissolve

la spersonalizzazione è una farsa e l’eccellenza e l’attenzione

perché stanno tutti bene dietro quello che non scrivono e non leggono e non vivono (e fa schifo).