Sì che adesso è finita.
La cucina è tutta vuota senza lo Splendore trasparente delle Plia, di quando il Design, ci aveva… Più Senso, ancora permeato dalla negazione temporanea del Bauhaus.
La mia dote è al sicuro in valigia, e verrà con me: s’è arricchita dell’apribottiglie che usavo – ahi, compagno! giocando nella Birroteca di Cheese: le due ciotole Profane perché non ne ricordo il nometto Francese [più nobile. Com’è Chef; loro adesso Stanno… Come i semini… Aspettano d’impiantarsi nella mia vita nuova, provvisoria. E improvvisa.
Adesso siedo sul letto, Sfatto assassinato in doga III. Il materasso scivolato verso i piedi è tutto grigio, e grigioblu com’è Fuori, e nevica… Rassettando, ho rivisto di quando scrivevi E s’Amarono Così, Sospesi su un Filo di Neve – Maxence Fermine. e promesse d’andare… Nell’Ottocento… Prima di ogni rivoluzione, quando i contorni d’Ognuno di Noi erano in nebbia soltanto Sfumati negli occhi dell’altro, annebbiati come le promesse: incerte, ed assai traballanti, sorelle dispari dell’inganno dolcissimo. Noi non ci conoscevamo, e ricondurci come personaggi in mondi che non esistevano, fermi all’apparenza stereotipa, era Abbastanza e soddisfacente, per sé. Adesso noi siamo due persone, pensavo, compenetrate; esistono queste in sfaccettature Diverse e Tante, e in alcune di queste compartecipiamo della Stessa Sostanza.
Io e te abbiamo costruito della nostra carne di Spirito un altro, reale e presente e nondimeno effimero – forse – ed incerto… Un altro… Mondo Bellissimo, effimero e incerto al futuro [Ché vive, di Presente. E al Presente lo sento, aleggiarmi nel naso (è il tuo REM, che ritorna sfuriato e Carezza) ed intorno… Mi alita, sul collo, mentre è freddo Dovunque [lui Dovunque io sia mi fa caldo, e mi protegge, e mi stimola ad Essere. E a donare i miei tratti belli – pochi – alle cause più giuste, alla causa del Mondo All’odore Esistente e alla Scala, costruita da noi, da un mattone ciascuno, incastrati nei secoli dei giorni… Che va al Cielo del Latte, dell’hiphop dell’Arte[del Cielo, delle Torte di Pane. Il nostro mondo nel mondo reale, ché è parte del Mondo Reale ma in cui noi siamo al centro e irradiamo, è al Centro, dei miei pensieri e delle azioni Remote. Questo mondo viene a galla nel resto del Mondo Quando ti evoco da lontano con il profumo, quando Stringo certi oggetti e bevo il Matcha, per te Esiste? Rivangando nei ricordi e perscrutando, i segni cicatriziali delle Predizioni. Esiste.
Resteranno qui abbandonati, ora che me ne vado e non faccio compagnia, un vasetto con scritta in tedesco – il crucco, il tuo amico di sempre, la specie più Eletta – che recita “… Mandeln… Cay… eff…” boh, ma si porta Di dentro al panciotto Di vetro pastiglie Leone e un elastico in fronte; ed una scatola di scrauso Twinings di cui scrissi qualche giorno fa. Contiene, oltre a del cattivo Earl Grey, due bustine di Tazo e qualche Pompadour.
Me ne preparo una, io il tè, immagina lo shock! E rimiro tutta la mia vita recente è possibile, che sia tutta qui?: nel ghetto, in cantina, di un Metro Quadro e rotti.
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