Non posso più, per adesso, ascoltare il rap [Ascoltavamo il rap in camera a Bra Felix, Via Piumati, io ero Biggie e tu Faith Evans, la Lil'Kim se mi fai male.
Mi dovrò, pure, Negare qualcosa di SperiMentale: Mentalmente, tu la mia... Dea... DEA - Antintossicazione Favorevole IntossicaviMi FoOorTe tu: sei, sei, sei, Sei tu la mia Spinta a fare poco il pigro, veh! tu mi fai SperiMentare. A cercare, la bellezza per cibarti Conoscenza, ché ti possa ad ogni bacio del mio spirito Corteggiante regalare la primizia, esser Nuovo. Tu che hai fame di sapere e sei Costante e Molto Bella, molto in questo: Molto più, di me, mai.
Adesso Non Posso ascoltare la Edith Piaf e Satchmo Armstròng. Perché ci sei tu in ogni molecola d'era passata, nel profumo Vintage e moda e presente, in ogni amore che è Esistito. E mi volto nel letto ed in auto e sul Bus e dal banco e a Ferrara e anche a Piedi, a Leonforte: fermo dentro a un Autogrill. E c'è qualcuno dietro il naso che ho girato, e non sei Tu, che adesso voli per Missoula, e quando arrivi? C'è il fuso, ho pensato, mica facile trovarti; anche se vai a letto presto.
Mi devo vietare un po' l'Indie e tutti i circoli di nostalgici futuri senza spiazzo d'obiettivO che in presenza - noi due insieme - già avevamo frequentato. Ti ricordi quel concerto e Kaki King ed i Collective e stare fermi, ad abbracciarsi, dentro un'auto Dentro Al Freddo ...e tracciare anelli sul tuo braccio con tre dita e vorticarti Entrarti [dentro. finché Dita. erano Anime. da sé stesse, e indipendenti e i nostri Corpi. erano Fusi. Lo vuoi il mio cappotto?
Sì. Lo voglio, il tuo cappotto.
Non posso altro che ascoltare Patrick Wolf, il genio sommo ed il ricordo più recente [Più Decente. Decent, Dolce, stupendo Guardarti Cambiarti e fare quattro Scatole e Pronta a Partire, in quella stanza come Beirut: Bombardata: Via Piumati.
Io seduto sul tappeto e alle mie spalle la stazione, oltre dietro la Finestra è un altro mondo.
E la musica e le Casse e il tuo Sorriso che al momento deprivato di Paura e delle Vite Alternative sussurrava - come sempre, quando tra noi è possibile toccarsi - Io Ti Amo.
E furono le vacanze di Natale, e fu Bologna e il Sei Gennaio ed il tuo treno per Milano da fissare Già partito sul Binario bello vuoto ed i Colombi nudi e zoppi alla Stazione, giù a tenermi Compagnia e a becchettare.
E fu il Telefono e i Messaggi ed il mio andare nelle Marche e il tuo Malpensa e la tua Londra e l'aeroporto e la Lufthansa e la Northwest poi Minneapolis, sarà... Sarà. Fatti sentire quando arrivi, non respiro.
E sarà Missoula ed i tre mesi dei bachi dell'incertezza che ti rosolano il cuore e lo rosicchiano e fan Gara con i bachi un po' più dolci: certo Sadomasochismo del DioQuantoTumiManchi, e mi crogiolerò... mentre le lacrime pigre (come un tubo perde negli Spogliatoi) s'incrosteranno (Lente.) tra l'angolo più Esterno, dell'occhio Sinistro, arrivando Fino al Fosso: soltanto, poco lontano, del tuo argine HO LASCIATO DA UN MINUTO:
Il tuo argine infossato, coricato sul mio Zigomo.
Mi crogiolerò soffrendo dolce Ché mi manchi; zuccherini sto mangiando dei pensieri più carini che neanche nei flashback Sentimentali di una sitcom della Disney.
E un po'Otello e un po'Macbeth ma molto Beckett, al mio solito, sai/
Mi resta un po' di Reggae [Se non penso a te sdraiata sulle spiagge marocchine in un periodo in cui fui Gioco.] e Patrick Wolf, quel disgraziato. Goldfrapp, dirai tu.
Mah.
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