MILANO - MISSOULA, FILO DIRETTO DELLE ANIME DA NON PERDERSI

Pro Memoria.

Pro Memoria.
rosaerosarum

Noi che non ci separiamo.

Mi-MI è fatto da due persone che esistono in Mi(ssoula) e MI(lano).

Missoula è nel Montana dove ci sono le vacche
Milano è dove sono le pecore e i maiali.

Per la cronaca, la sigla aeroportuale di Missoula non è Mis, ma MSO: eppure, s'è optato per Mi-MI perché è più bello e Metallurgico.
E per Mis-MI s'è optato - non notato - nell'URL perché suona come Miss Me e ad una delle due persone piacciono da morire i messaggi subliminali: all'altra, probabilmente, invece Pure/

venerdì 29 gennaio 2010

Milano.


Ti piacerebbe, questa casa. Piena di cianfrusaglie e dei bar della mala anni’70.

Respirando un po’ di Poliziottesco [Esco. Mi riempie la Linfa Grezza di cose da Scrivere e il rumore, rumore di Metro; quando lo sguardo s’incastra negli scioppati e nel Crocchio di Cracker tra Denti da Latte – di cuffie e di Libri e di guanti di pelle su Mani di Mostro un po’ yuppie un po’ Pd. di bambine che stringono Mamme Impiegate e tra Dita un biscotto. Di studenti che provano a parere etero di fronte a studentesse, etero. Di pelli disfatte dall’acne, bianche e nere, in via Sarpi più gialle, altrove Meno. E si muove, il vagone, veloce e s’arresta Tutti barcollano, sbronzi, d’Ebbrezza, di Pista.

Oh Gioia Futurista?

Mi sento, con tutte le valigie, un po’Terrone e Felice che espongano Lichtenstein in meraviglie d’eventi Privati, mi sento Euforico di vivere e Lavorare dentro La Città [Milangeles, mi diceva dicesse Un’Amica; Manlio Ma NO CheStronzataHahHaHhha Rispondo. Ed insomma

Milangeles, dove il brutto ricordo della Stazione Centrale s’apre su un Piazzale grigio lava e Luminoso e Inquinato – Duca d’Aosta – di Promesse, di Messe da Requiem del passato Remoto [l’apogeo degli Ottanta rivestì come Carta Piombata lo spirito in Caffè e le risposte ingegneristiche, industriali della prima ‘900. Con Promesse, lo erano anche quelle; spero non siano Compromesse anche per me che sono nuovo; Pure! Di già. Milano non fare la bugiarda, rispettami. E diventa la strada Fabio Filzi, ed il chiosco Blindato uno Spazio Monitorato la fobia affascinante [dei Tram, della Gente] il Piccolo Teatro – il teatro Nuovo, in cui sono un volto interessante e anche Poco: come Tanti, e tutti poco.

Mi sento un po’ come Marcovaldo a girare nelle città invisibili, sopra una sciarpa che Non Esiste e l’unico a ridere – sarà ingenuità? – in mezzo alle persone. Se vogliamo trascendere lo stereotipo metropolitano, però, un sacco di gente ricambia i Sorrisi e sostiene lo Sguardo [La bambina, i denti. Gli occhioni] ma Forse, venendo da Bra era impossibile: fare di Peggio.

Le facce più intriganti del momento, ad essere sincero, sono quelle slavate degli sbandati quarantenni – gli abitanti del quartiere, come ovunque – che frequentano il bar videopoker sotto casa, quelli sfatti dal lavoro o dalla Leva che li vide machi e aitanti, quelli delle operaie della Vodafone e delle troie di qui dietro. Chi sono i milanesi più meneghini? Ambrosiana Bottana o Bottarga d’Imprenditore, Salamoia di futuro decrepito come la TV Italiana, Comunismo di Fede. Paradossi al Parossismo, ma sarò turista, sarò colto ed ignorante Esploratore, esploro casa e Cassetti, Crepe e Cessi con Cornici Gialle, Vedrò.

Ti piacerebbe, questa casa. Vedrai*

1 commento:

laluna ha detto...

che bello. (pensami pensami forte).
Ti bacio

dal New Mexico