Nessuna soluzione alla fluidità dell’anima.
Non c’è Reazione né potenza alla fluttuazione degli umori: assistere è l’unica soluzione, alle mattine desolate in Piazza Duca d’Aosta e la scrittura automatica: è, la scrittura automatica, ciò che rimane della mia Coscienza: di ciò che è Cosciente, stracciato dal mio Indulgere nell’averlo Fatto. Participio passato. Indulto, è? Non c’è differenza di potenza nell’assistere alle mattine desolate in Piazza Duca d’Aosta. Con quel vago sentore di poveraccio fine e d’essere quello, colui che è – Abbandonato – e la città che si Risvegli, si popolino i primi due tram sotto un’alba cerea o girino vuoti nelle loro guinzaglierie Lungo le strade. Chincaglierie, sferragliando, maglio e mazzuolo di Ferro: Ferraglia, Ferro battuto di Letto e Nostalgia. O a qualcosa di bello, alla felicità, capiscila.
Quando scrivere non diventa l’esigenza è l’Astinenza, spezzare il finale schioccante Secco di un Raamo Insecchito Mortificaato: è tutto quello che sai fare, recuperi o ti Cedi, Recuperi? O somatizzerai il futuro che s’è preso d’incanto Diventato Presente: non è Incanto è Maleficio, Maleficio Sortilegio Stregonerii- - A. è successo. Hai perso tutto è il tuo Pane e il tuo futuro l’hai annientato o se n’è andato. Ritenta, con le dita da sole a lasciarsi Sfuriare sui tasti e non leggi, leggiadre, le vedi: rileggi, e fa schifo. Che schifo che fa! Una merdata immonda.
Che stroncheresti con la tua paziente critica da peli nell’Uovo già irto, nevvero? No, tu non sei, tu non sai. Magari stavolta riesce, riprova… Con la semplicità della tua casa freudiana e di Darwin. Come Houses of the Holy (che Cosa è più Santo?) tu Lasciale Lasciale Andare Stavolta lei è Buona Stavolta, Stavolta va Bene e Rileggi e Va Bene Stavolta Stavolta Va Bene. Era così il tuo flusso o James Joyce o ritoccavi, e bluffasti? Hai bluffato. Hai Bruciato, la tua esistenza, La Melodia non è Artificio è la Stessa Vibrazione Originale (Tante A, Quante A in Sillabe Sdrucciole Spalancate, la A è lA ChiAve /resta Aperta allora la Porta/ Recupera L’Aria (Aria Ritorna.) Respira [Cancella Che Cosa Non Ha, una A.]. Ritorna sui tuoi passi turbati. La luce. SeguilA.
che anima, avevi, James Joyce – cosa avresti fatto, di fronte all’alba velata dannando la strada di Vittor Pisani, entrando davanti alla stazione dei treni [che sferragliano, e se ne vanno e ti butteresti di sotto per sforare nell’orbita dello Spostamento d’aria? Segui la musica, segui la musica… Farsi aria. Cosa avrebbe fatto la tua anima, sarà stata fluida. Bisogno di scrivere A e Aperture, di Suono, in Latenza… la crisi, Mancanza: d’Ossigeno: carenza neuronale e t’accorgi della tua Più Recente privazione, Dannata, dannata mancanza che hai fatto. Le A Spalancano la matta creAtivitÀ scricchiolare di Botteghe Oscure e Salta un pezzetto di Smalto alla crosta alla sbarra della galera, t’aveva serrato le cervella e adesso. Una finestrA. Ossigena. Come il forello del parto d’Atena, là dietro la tempia Respira.
Io che lacrimo per Dazed and Confused ché dà i Brividi e Stendhal e io tremo perché la verità dalla testa mi Respira, io tremo perché l’umanità è impotente: ugualmente: alla desolazione e alla forza cosmica della Cascata, al tempo felice e al tempo schietto, così come alla Mattina Gelida ed alla serata da solo. L’anima che hanno dato all’uomo che non ha chiesto è un’anima Contemplativa. Osserva e non compartecipa. L’anima osserva la fluttuazione bicolore e compenetrata dei propri sbalzi di tempo e di spazio, di collocazione e d’Umore. Ferma, L’Amore, Daniela, ti Amo, tu stammi vicina. cercando di recuperare una vis artistica e comproprietà di ragionamento tramite la lettera A – la vibrazione, la stringa, il verde erba, la quarta musicale.
le suddette cose mi sa che me le sono giocate, tempo fa
e la medicina funziona
anche se senti, la A. Ritorna. Ossessiva.
Un suono arioso dovrà ripercuotersi nella mia testa che adesso respira.
James Joyce cammina soletto al mattino Si può impazzire d’insufficienza d’intelletto o d’eccesso Lui pensa e Non Pensa ma realizza senza ammettere scuse: ma neanche, la realtà vera, che pare un sogno dietro gli occhi velati
nell’alba di gesso a Milano
[Sergio Cammariere – Dalla PAce del MAre LontAno]
[Fabrizio de Andrè – DolcenerA]
[Radiohead – No Surprises] A
Nessun commento:
Posta un commento