Kaspar Hauser è l’Uomo in disparità con ogni Sovrastruttura, il ritardo Inteso: come il Rifiuto: di cedere la Propria [Umanità] all’Umanità più intesa e condivisa, un rifiuto che non è Ideologico ma di Natura e incompatibile; la Natura è sottratta alla Formazione d’Intelligenza riconosciuta in forma di Cultura e di Valori posticci.
Kaspar Hauser è il sistema di Rousseau senza che poi vengano posti altri Vincoli né instradamenti: è una Vittima Singolare (e non-vittima) dell’Incomprensione, un Manifesto disturbante che racchiude ogni Chiave come recupero della Radice Bioica – uno scrigno di Verità, scambiato per un Cassonetto – e dopo la morte, sarà Dimenticato, Finito, Archiviato: è un Manifesto disturbante Non Sfruttato perché Non incompreso, ma ché proprio non s’è Colto Cosa Sia – che esaurirà la propria immane Interferenza in punto, insieme con la vita. Oltre la quale Impotente sarà trattato d’altri uomini in memoria come fosse Uno di Loro – il brutale essere umano imbellettato d’orpelli comunicativi, o un Caso di Studio del Positivismo: da circo, di Logica, dell’Anatomia – e ciò è, Ciò che lui Non È.
Kaspar Hauser non soffre né Gioisce perché agisce su altre scale di Valori e le sue Gioie e Sofferenze non esistono, puramente, per il mondo: Kaspar Hauser impara in forma d’accessori del Parlare, dello Scrivere e Vestire; ché oramai per sua Fortuna è refrattario ad Assorbire le modifiche al modo di Comportarsi (di Vedersi; di Sentire) più profonde. Kaspar Hauser è libero dalla Famiglia, dal Successo, da Dio, dall’Etichetta, da essere Buono o più Cattivo Lui È Libero – dalla Realtà, in sé e come Differenziazione dal Sogno – che la Storia dell’Umanità ci ha sovraimposto, e si tramanda, per corredo; ad ogni Nascita. Ad ogni Scuola e ogni Bambino che apprenda il Linguaggio, al quale questa – la Realtà – è incorporata. Intrinseca ed intride ogni Stampo di Formazione. Kaspar Hauser è immune ad ogni schema simbolico non in sé Creato.
Herzog, com’è da suo Leitmotiv, coglie dal Sogno un pretesto per Sfumare le ottiche e le intuizioni di un ragionamento tanto metafisico: quanto Fisico, radicato nella Natura e da essa Irradiante; che pervada ed indaghi senza Volere il Senso e l’Origine dell’Umanità, lasciando soltanto Intuizioni e pennellate Impressionistiche che molto Raramente si Richiudono in Anelli di Concetto Complessi, e Completi: Werner Herzog lascia Ellissi (vaghi ricordi, ricordi di Sogno – com’è la voglia ultraonirica che di Completarli si ha al Risveglio) che raccolti da un osservatore Riflettente come a Specchio possano essere Parabole. Evangeliche. Di Vangeli censurati e Spontanei come figli della Terra.
Pare dunque Che sia il caso di Volgersi e Dimenticare, per essere più Civili e Solidali in questa Vita: parrebbe, che l’Uomo si sia inventato una Storia ed i Valori e l’Esistenza, gabbia dell’Ultraterreno; per scordarsi e divertirsi dalla Fine ineluttabile, crearsi per analoghe e parallele allusioni un Distratto elevamento sulla propria mortalità: l’Uomo, l’uomo si costringe e si schiaccia sotto pesi ardui e aride limitazioni al fine d’estraniarsi dallo sguardo che porta verso l’Orizzonte fatale – l’uomo s’eradica dalla natura mascherandosi nei Trucchi per concedersi il Beneficio del Dubbio [che forse, poi. –quando invece una vita Vera, il mortalismo identificato, il riconoscimento di una conclusione organica del Ciclo, il rifiuto umano della semidivinità presuntuosa e creazionista Portata dal linguaggio – aprirebbe tempi e modi diversi, Disilludendo, di godere di lei stessa.
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